Il 24 giugno 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha ospitato un incontro fra azienda, sindacati e istituzioni per la vertenza LFoundry con 1.300 posti di lavoro diretti in bilico e un indotto che coinvolge migliaia di famiglie. Il confronto ha messo al centro la continuità produttiva dello stabilimento e le condizioni per preservare l’occupazione.
La riunione è cruciale per un settore strategico come i chip di silicio componente chiave dell’elettronica moderna. L’esito incide sul tessuto economico locale e su un ecosistema produttivo costruito attorno alla fabbrica. Le parti hanno mantenuto un approccio cauto, in attesa di soluzioni operative. Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2026.
L’incontro al Mimit del 24 giugno 2026
Al Mimit si sono ritrovati i rappresentanti di LFoundry, le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali per discutere la sostenibilità economica dell’azienda e la tenuta dei livelli occupazionali. Sul tavolo sono entrati strumenti quali investimenti pubbliciincentivi fiscali e possibili partnership strategiche con l’obiettivo di consolidare la continuità della produzione. Al termine del confronto non è emersa una decisione definitiva: il tavolo resta aperto per approfondimenti tecnici, mentre il clima è rimasto improntato alla prudenza in vista di ulteriori verifiche sulla praticabilità delle ipotesi discusse.
Impatto su 1.300 lavoratori e sull’indotto territoriale
L’eventuale chiusura o ridimensionamento avrebbe ricadute immediate su 1.300 lavoratori diretti e un effetto domino sull’indotto che comprende fornitori, subappaltatori e servizi collegati. La fabbrica è un pilastro per la catena del valore locale: il venir meno dei volumi rischierebbe di contrarre attività e fatturati lungo tutta la filiera, con impatto sul PIL locale. La priorità condivisa dalle parti resta la salvaguardia della continuità operativa, affinché la capacità tecnologica costruita in anni di attività sui dispositivi a base di silicio non si disperda e continui a generare lavoro qualificato.
Le opzioni in esame per garantire la continuità
Le ipotesi discusse spaziano da misure agevolative a sostegno dei costi di trasformazione, a interventi di investimento mirati all’aggiornamento degli impianti, fino alla ricerca di nuove partnership industriali in grado di stabilizzare i carichi produttivi. Questi percorsi puntano a consolidare la sostenibilità economica in un contesto di mercato competitivo per i semiconduttori. Finora non è stato raggiunto un accordo formale; resta l’impegno istituzionale a conciliare le esigenze dell’azienda con quelle dei lavoratori e del territorio, con ulteriori incontri attesi per definire strumenti, tempi e condizioni operative.
LFoundry tra innovazione e territorio
LFoundry è considerata un polo di innovazione capace di attrarre competenze e investimenti, e la sua storia si intreccia con quella del territorio che l’ospita. La vertenza in corso va oltre i confini aziendali, toccando la capacità della filiera locale di mantenere competitività e occupazione in una fase di transizione tecnologica. La tenuta del sito e la tutela dei posti di lavoro restano gli elementi cardine del confronto al Mimit, mentre le parti valutano la combinazione più efficace di strumenti per sostenere produzione, investimenti e stabilità occupazionale.



