Ultimo aggiornamento: 24 luglio 2026. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha chiesto l’invio di nuovi Canadair mentre vaste aree dell’isola sono state interessate da incendi che hanno reso necessarie evacuazioni in diverse località dell’Agrigentino, tra cui Santo Stefano Quisquina, nella giornata corrente.
La richiesta di ulteriori mezzi aerei è arrivata in un contesto di temperature elevate e venti forti che hanno alimentato più fronti di incendio. L’evento ha imposto evacuazioni preventive e interventi su scala regionale, con il coinvolgimento di numerose componenti operative per la gestione dell’emergenza e la tutela della popolazione.
Evacuazioni e aree coinvolte
Le autorità hanno evacuato residenti di Santo Stefano Quisquina e delle contrade limitrofe. Sono state attivate procedure di sgombero anche in località di Casaboli, Bivona, Alimena, San Cataldo, Galati Mamertino e in alcune zone del Parco delle Madonie dove le fiamme hanno minacciato boschi e insediamenti rurali. Nelle aree interessate le fiamme hanno distrutto tratti di vegetazione e si sono avvicinate ad abitazioni e infrastrutture, rendendo necessario il trasferimento temporaneo di famiglie e persone a rischio.
Il sindaco di una delle località colpite, Francesco Cacciatore, ha dichiarato: “La situazione è drammatica, ho evacuato tutti coloro che erano a rischio, i Canadair hanno iniziato i lanci. Siamo tutti in pericolo.” Le operazioni di soccorso hanno quindi adottato misure sia per la salvaguardia delle persone sia per la protezione di depositi e stabilimenti considerati sensibili nelle vicinanze dei roghi.
Mezzi e risorse dispiegate
Alla gestione degli incendi hanno preso parte i Vigili del Fuoco la Protezione Civile regionale e nazionale, il corpo forestale e numerose associazioni di volontariato. Sono stati mobilitati sei Canadair, dieci elicotteri regionali e tre elicotteri nazionali, oltre a migliaia di unità di terra tra squadre AIB e mezzi logistici. Nella sola ultima giornata sono pervenute 344 richieste di intervento, numero che ha contribuito alla richiesta formale di rinforzi aerei da parte del presidente regionale.
È stata inoltre attivata una sala unificata di coordinamento per ottimizzare i turni dei mezzi e la logistica delle evacuazioni, mentre una control room finanziata dallo Stato sarà operativa a breve per supportare le comunicazioni e il coordinamento interistituzionale.
Richieste istituzionali e indagini
Il capo della Protezione Civile siciliana, Salvo Cocina, ha segnalato la necessità di ulteriori mezzi per gestire i numerosi fronti di incendio e ha sollecitato supporto operativo. L’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di individuare i responsabili degli incendi, sottolineando che molti roghi potrebbero essere di origine dolosa.
Le autorità hanno avviato accertamenti per definire le cause di alcuni focolai e hanno annunciato controlli più stringenti e possibili azioni legali per gli incendiari. Nel frattempo le attività operative continuano su più fronti per limitare l’avanzata delle fiamme e proteggere siti storico-ambientali minacciati, come l’eremo di Santa Rosalia, segnalato tra le aree da tutelare.
Le istituzioni hanno lanciato un appello alla responsabilità civile dei cittadini per evitare comportamenti che possano favorire nuovi inneschi e per collaborare con le forze di soccorso durante le evacuazioni e le misure di sicurezza.



