Il Movimento 5 Stelle è in prima linea su due fronti cruciali: la trasparenza dei traffici d’armi e la difesa dei tribunali abruzzesi. In un momento di tensioni internazionali, la richiesta di chiarezza sui porti italiani assume un’importanza strategica.
La battaglia per la trasparenza inizia con un’interrogazione urgente presentata al governo. I parlamentari pentastellati contestano la decisione dell’Agenzia delle Dogane di fare ricorso contro una sentenza del Tar Emilia-Romagna. Questa sentenza aveva riconosciuto il diritto di accesso alle informazioni sui materiali d’armamento transitati dal porto di Ravenna con destinazione Israele.
Traffici d’armi: la richiesta di trasparenza del M5S
Secondo i parlamentari del M5S, l’appello presentato dall’Avvocatura dello Stato sostiene che la divulgazione di questi dati costituirebbe una minaccia alla sicurezza nazionale. Inoltre, viene delegittimata l’inchiesta giornalistica, un atteggiamento che i pentastellati considerano offensivo.
L’ostinazione nel negare l’accesso a queste informazioni solleva forti dubbi sulla trasparenza dei flussi militari che interessano i porti italiani. La questione è ancora più pressante nel contesto del conflitto in corso nella Striscia di Gaza. Il M5S chiede al governo di fornire risposte precise ed esaustive su quali armamenti transitino attraverso i porti italiani e verso quali destinazioni finali siano diretti.
La posizione del M5S è chiara: l’esecutivo non può apporre il segreto sui traffici d’armi che passano per i porti italiani, calpestando così il diritto fondamentale dei cittadini a essere adeguatamente informati su questioni di tale importanza.
La battaglia per i tribunali abruzzesi
In Abruzzo, il M5S è impegnato in una battaglia per salvare i tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. I consiglieri regionali Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini hanno criticato la decisione di Fratelli d’Italia di stralciare un emendamento che avrebbe consentito il salvataggio definitivo di questi presidi territoriali di giustizia.
Secondo i consiglieri regionali del M5S, Fratelli d’Italia ha messo ancora una volta gli interessi di partito davanti a quelli dei cittadini, delle imprese e dei territori. È singolare che proprio Massimo Verrecchia, capogruppo FDI in Consiglio regionale, affermi che l’emendamento per la salvezza dei tribunali, proposto dai Senatori del M5S e sottoscritto anche dal PD, non potesse essere preso in considerazione nell’ambito della conversione in Legge di un Decreto che parla di Giustizia.
I consiglieri regionali del M5S ricordano che già cinque anni fa, a luglio 2026, la presidente del Senato Casellati di Forza Italia, oggi Ministro del Governo Meloni, non ammise alla votazione l’emendamento ‘salva tribunali’ del Senatore del M5S Gianluca Castaldi. Le forze politiche del centrodestra annunciano ad ogni tornata elettorale che vogliono mantenere aperti i nostri tribunali territoriali ma poi, nelle aule del Parlamento, ostacolano sistematicamente ogni soluzione per la loro salvezza.
Per i consiglieri regionali del M5S, la verità è che, pur di non riconoscere un risultato alle opposizioni, sono disposti a sacrificare anche gli interessi dei territori. Lo dimostra il fatto che proprio ieri sindaci e amministratori locali avevano chiesto a tutte le forze politiche di superare le divisioni e approvare l’emendamento del Movimento 5 Stelle, sottoscritto anche dal PD.
La Senatrice Gabriella Di Girolamo è stata chiara anche ieri in Commissione: l’opposizione era disponibile a cedere l’emendamento, ritirando le proprie firme e lasciando che passasse come un provvedimento della maggioranza. Perchè al Movimento 5 Stelle non interessano le bandierine politiche. Interessa la salvezza definitiva dei Tribunali abruzzesi, dopo anni di battaglie che ci hanno visto sempre in prima linea a difesa dei presidi territoriali di giustizia.
Fratelli d’Italia ha detto di no anche a questa mano tesa per una questione di mera propaganda. Non provino a tirare in ballo un inesistente ostruzionismo delle opposizioni se il Disegno di legge voluto dal Governo Meloni dovesse incagliarsi negli iter Parlamentari, condannando i nostri tribunali all’ennesima proroga, se non alla definitiva chiusura. Sono loro che ieri tra due possibilità hanno scelto la strada più lunga, farraginosa e pericolosa.
Dopo quattro anni di promesse, Verrecchia oggi chiede di avere ancora pazienza e di affidarci a un disegno di legge del Governo Meloni, presentato soltanto a fine legislatura. Un testo complesso che, oltre ai tribunali abruzzesi, riguarda anche alcune isole, Bassano del Grappa, Torino, Vicenza, Treviso e Padova e che contiene una delega per la revisione della geografia giudiziaria destinata a richiedere ulteriori provvedimenti attuativi. Nel frattempo i parlamentari del centrodestra litigano tra loro sui contenuti della loro stessa proposta.
Ci auguriamo sinceramente che il disegno di legge venga approvato prima del ritorno alle urne e i parlamentari del Movimento 5 Stelle saranno i primi a sostenerlo. Ma se questo non dovesse accadere gli abruzzesi sapranno con chiarezza chi ha rifiutato la strada più semplice e immediata quando ne ha avuto l’occasione. Non lasceremo spazio ad altre mistificazioni della realtà.



