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Elezioni comunali a Chieti: Legnini per il secondo mandato del centrosinistra, centrodestra diviso

La partita di Chieti mette a confronto una lista ampia di sinistra guidata da Giovanni Legnini e un centrodestra frammentato; candidature civiche potrebbero cambiare gli equilibri

Elezioni comunali a Chieti: Legnini per il secondo mandato del centrosinistra, centrodestra diviso

Il comune di Chieti arriva alla tornata elettorale del 24 e 25 maggio 2026 con uno scenario politico affollato e competitivo: la coalizione progressista e civica ha scelto di unire le forze attorno a Giovanni Legnini, figura di spicco per l’esperienza come commissario per la ricostruzione e come ex vice presidente del Csm, mentre il centrodestra si presenta diviso su due candidati principali. L’uscente Diego Ferrara ha deciso di non ricandidarsi a sindaco e figura come capolista del Pd con l’obiettivo di rientrare in Consiglio comunale e, eventualmente, assumere un ruolo di governo locale.

Il fronte progressista e il profilo di Legnini

La scelta di puntare su Giovanni Legnini nasce dalla necessità di tenere insieme sette liste eterogenee che compongono la proposta di centrosinistra e civica. In questo contesto il nome di Legnini è stato percepito come elemento di coesione, grazie a una carriera istituzionale riconosciuta a livello nazionale. La lista si presenta con un mix di forze politiche e civiche che cercano di capitalizzare l’amministrazione uscente, puntando su continuità di programmazione e su interventi già avviati. L’uscita di scena di Ferrara dal ruolo di primo cittadino non riduce l’ambizione di mantenere la guida del Comune: anzi, la sua presenza in lista potrebbe fungere da ponte tra maggioranza uscente e nuova amministrazione.

I temi sul tavolo del centrosinistra

Fra le priorità richiamate dai progressisti ci sono il consolidamento dei progetti urbanistici già in corso, la gestione dei servizi locali e il rilancio delle aree produttive come lo Scalo, dove insiste il campus universitario della D’Annunzio che l’ateneo vorrebbe ampliare. Il programma insiste su concretezza amministrativa e sulla capacità di trasformare progetti pianificati in opere reali, valorizzando il ruolo delle liste civiche all’interno di una coalizione che mira a non disperdere il consenso accumulato in questi anni.

La frattura nel centrodestra e i due candidati

Il centrodestra si presenta in ordine sparso, dividendo l’alleanza tradizionale in due schieramenti: da una parte Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati e la civica Chieti progetto sostengono Cristiano Sicari, avvocato e volto nuovo per la politica locale; dall’altra la Lega, Azione Politica e l’Udc appoggiano Mario Colantonio, figura esperta avendo svolto per dieci anni importanti deleghe in giunta ai lavori pubblici e all’urbanistica. La concorrenza tra i due schieramenti rischia di frammentare il voto di centrodestra, fornendo al campo opposto un vantaggio in caso di percentuali vicine.

La campagna di Matteo Salvini e gli appuntamenti sul territorio

Il 16 maggio 2026 la città ha visto la presenza del leader della Lega, Matteo Salvini, giunto per sostenere la candidatura di Mario Colantonio. L’iniziativa ha richiamato numerosi esponenti regionali e nazionali, tra cui Luigi D’Eramo, Alberto Bagnai e Vincenzo D’Incecco, e si è caratterizzata per messaggi incentrati sulla concretezza amministrativa e sulla critica alla gestione della sinistra. Salvini ha sottolineato la capacità della Lega di amministrare quotidianamente, citando il dato dei 500 sindaci e incontrando anche rappresentanti del comitato Casa Comune per discutere il problema del dissesto nel quartiere Santa Maria, punto caldo della campagna elettorale.

I candidati civici e il ruolo dello Scalo

Accanto agli schieramenti principali si presentano varie proposte di natura civica: Alessandro Carbone, con la lista Spazio Liberale e quattro raggruppamenti collegati (Chieti Sceglie, Chieti Scalo Noi, Chieti al Centro e Liberali per Chieti); Giancarlo Cascini, sostenuto da Chieti in Comune e reduce da un percorso iniziato con il Movimento 5 Stelle nel 2026; e Olinto Amoroso, candidato di Rinascita per Chieti con radici nel settore della sicurezza privata. Queste candidature civiche possono fungere da variabile imprevedibile, sottraendo consensi ai poli tradizionali e influenzando il risultato finale.

Perché lo Scalo conta

Lo Scalo è l’area più dinamica della città: ospita il polo industriale e commerciale e il campus universitario della D’Annunzio, che è al centro di progetti di espansione. Molti candidati rivendicano rappresentanza per questa zona, ritenuta da anni insufficientemente tutelata in Consiglio comunale. Il voto nello Scalo può rivelarsi decisivo, sia per la composizione demografica che per l’importanza economica e accademica della zona, che attira segmenti elettorali sensibili a temi come lavoro, servizi e mobilità.

Scenari possibili e fattori decisivi

La competizione si annuncia combattuta: la capacità di Giovanni Legnini di tenere insieme sette liste sarà cruciale per il centrosinistra, mentre il centrodestra dovrà affrontare le conseguenze della divisione tra Sicari e Colantonio. Le candidature civiche possono erodere consensi in maniera imprevedibile, complicando ulteriormente i calcoli. Temi come la manutenzione urbana, il dissesto di Santa Maria, lo sviluppo dello Scalo e la gestione del campus universitario saranno fattori decisivi in vista del voto. L’affluenza e la capacità dei candidati di trasformare promesse in piani concreti completeranno il quadro che uscirà dalle urne.

In conclusione, Chieti si avvia a una tornata elettorale in cui valgono tanto le scelte strategiche delle coalizioni quanto la percezione quotidiana dei cittadini rispetto alla cura della città. Nei prossimi giorni gli schieramenti intensificheranno la campagna sul territorio per convincere indecisi e mobilitare i propri elettorati: la partita del 24 e 25 maggio 2026 sarà decisa per pochi punti e dalla capacità di presentare programmi credibili e realizzabili.

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