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Alluvione Emilia-Romagna: fondi per la sicurezza del territorio e la ripresa

La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 10,5 milioni di euro per la ricostruzione post alluvione, con interventi mirati su viabilità e infrastrutture

Alluvione Emilia-Romagna: fondi per la sicurezza del territorio e la ripresa

La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 10,5 milioni di euro per la ricostruzione post alluvione, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza del territorio e completare gli interventi necessari dopo gli eccezionali eventi di maltempo che hanno colpito la regione nei mesi di settembre e ottobre 2026.

La sottosegretaria con delega alla Protezione civile Manuela Rontini, ha sottolineato l’importanza di utilizzare tutte le risorse disponibili per la messa in sicurezza del territorio, intervenendo su criticità ancora aperte e completando opere indispensabili per cittadini e imprese.

Interventi mirati su viabilità e infrastrutture

Le nuove risorse permetteranno di affrontare criticità ancora presenti sulla viabilità strategica interessata da frane, cedimenti, erosioni spondali e dissesti idrogeologici che continuano a compromettere la mobilità dei cittadini, l’accesso alle abitazioni e alle attività produttive.

La proposta di rimodulazione del Piano degli interventi urgenti di Protezione civile prevede 4,6 milioni di euro per gli interventi riferiti agli eventi di settembre 2026 e 5,9 milioni per quelli di ottobre. La proposta sarà ora sottoposta al Dipartimento nazionale della Protezione civile per l’approvazione prevista dalla normativa sugli stati di emergenza.

Dettagli degli interventi previsti

Gli interventi previsti includono il ripristino di strade e infrastrutture in diverse province della regione. In provincia di Bologna, ad esempio, sono previsti interventi come il ripristino della sede stradale in via Valsellustra a Casalfiumanese e il ripristino di via Beccara a seguito del crollo dovuto all’erosione del torrente Sillaro.

In provincia di Ferrara, è previsto il ripristino della SP 38 Cardinala a Campotto, nel comune di Argenta, con un importo di 2,8 milioni di euro. In provincia di Ravenna, l’intervento di consolidamento della parete a sostegno della SP 65 ‘Toranello’ interessata da dissesto calanchivo a Riolo Terme, con un importo di 650mila euro.

In provincia di Rimini, è previsto il ripristino della scarpata di valle e di regimazione delle acque della strada comunale Castelnuovo-Santa Lucia a San Leo, con un importo di 170mila euro. Inoltre, sono previsti interventi di assistenza alla popolazione in alloggi temporanei a Budrio e interventi di somma urgenza sulla SP 325 Val di Setta e Val di Bisenzio a Rasora nel comune di Castiglione dei Pepoli.

Il passaggio alla fase di ricostruzione

Con la fine dello stato di emergenza nazionale, la Regione Emilia-Romagna ha avviato la fase di ricostruzione, con una proroga triennale della struttura commissariale fino al 31 dicembre 2029. Questo passaggio segna l’avvio di una fase più matura e stabile, fondata sulla programmazione e sulla responsabilità dei territori.

Tra le novità più significative figura l’introduzione del ‘primo cratere’, riservato ai tre Comuni colpiti dal sisma del 24 agosto 2016 che registrarono le 299 vittime. Per Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto sono previste misure specifiche, tra cui la stabilizzazione del personale impegnato nella ricostruzione e il rifinanziamento della Zona franca urbana.

Il decreto rafforza inoltre il ruolo dei sindaci, ai quali sarà affidata la gestione delle Soluzioni abitative di emergenza (Sae), con la possibilità di definirne il futuro utilizzo e di integrarle nella pianificazione urbanistica comunale. Viene inoltre prevista la prima applicazione della figura degli esperti catastrofali, destinati a supportare le attività connesse alla ricostruzione.

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