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ASL1 e sindacati in rotta di collisione: 12 lavoratori a rischio

I sindacati FIM-CISL e FIOM-CGIL, insieme alle RSU, hanno proclamato lo stato di agitazione contro la ASL1 per il taglio di 12 lavoratori delle centrali termiche

ASL1 e sindacati in rotta di collisione: 12 lavoratori a rischio

In un contesto già teso, la ASL1 di Avezzano, L’Aquila e Sulmona si trova al centro di una nuova controversia con i sindacati. A soli due mesi da un incontro cruciale in Prefettura, la Direzione della ASL ha deciso di ridurre il personale addetto alle centrali termiche ed elettriche dei presìdi sanitari, scatenando la reazione delle organizzazioni sindacali.

La decisione controversa della ASL1

La Direzione della ASL1 ha pubblicato una gara ponte che riduce l’organico dei lavoratori da 65 a 53 unità, cancellando con un tratto di penna 12 lavoratori. Questa decisione è stata definita illogica e inaccettabile dai sindacati, che hanno immediatamente alzato il muro contro la Direzione Generale.

Le organizzazioni sindacali FIM-CISL e FIOM-CGIL, insieme alle RSU guidate da Antonello Tangredi, hanno proclamato formalmente la ripresa dello stato di agitazione ex art. 2 della legge 146/90. La mobilitazione è diretta contro la Direzione Generale dell’ASL1, e non contro l’azienda uscente SE.MA. s.r.l.

La vicenda delle centrali termiche

La vicenda risale a giugno, quando durante un incontro teso dinanzi alla Dott.ssa Centofanti della Prefettura dell’Aquila, i sindacati avevano smontato il disegno della ASL1. L’Azienda Sanitaria voleva cedere i tecnici delle centrali termiche, operativi h24 per 365 giorni all’anno, all’appalto dei soli presìdi esterni.

A luglio 2026, era stato raggiunto un accordo: i lavoratori della SE.MA. s.r.l. addetti alle centrali restavano al proprio posto; la società aggiudicatrice dei presìdi avviava le selezioni per 12 nuovi tecnici, con ingresso previsto al 15 settembre; ulteriori 15 operatori venivano destinati al servizio antincendio.

L’ASL1 era stata edotta dell’accordo: i lavoratori delle centrali non erano affatto esuberi, il che portava il totale della forza lavoro impiegata e garantita dal raggruppamento R.T.I. GETEC – SE.MA. a 65 dipendenti. Tuttavia, in pieno agosto, l’Azienda Sanitaria ha deliberato una gara ponte calcolata su un organico complessivo di soli 53 addetti.

Le conseguenze del taglio

I sindacati si chiedono come sia possibile dimenticare 12 lavoratori. Secondo loro, la ASL1 continua a commettere errori matematici grossolani calpestando la Clausola Sociale di salvaguardia occupazionale e ignorando le reali esigenze operative delle strutture ospedaliere.

L’effetto di questo taglio a tavolino è già visibile: i prospetti dei turni di agosto mostrano chiaramente diversi turni già scoperti negli ospedali, mettendo a rischio la continuità dei servizi essenziali.

Le richieste dei sindacati

Di fronte a questa situazione, i sindacati e i lavoratori non sono disposti a fare un solo passo indietro. Con la riapertura dello stato di agitazione, notificato anche alla Commissione Nazionale di Garanzia sullo Sciopero, vengono intimate due strade obbligate per la Direzione ASL1:

  • l’annullamento immediato, in via preliminare, della delibera relativa alla gara ponte;
  • un addendum di reintegra dei 12 dipendenti ingiustamente depennati, per arrivare al rispetto del perimetro occupazionale concordato di 65 unità.

Per il Sindacato, l’annulamento della delibera o la sua tempestiva correzione, conviene alla stessa ASL1. In caso contrario, qualsiasi azienda si aggiudicasse la gara sulla base errata di 53 lavoratori, si troverà ad affrontare inevitabili ricorsi legali e contestazioni operative.

La parola torna ora alla Prefettura dell’Aquila per la convocazione urgente delle parti. Ma il messaggio delle tute blu è chiaro: sul lavoro, sui diritti e sulla sicurezza negli ospedali non si fanno sconti.

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