Il 24 agosto 2026, il sindaco di Borgorose ha firmato l’ordinanza numero 30 che dichiara l’acqua proveniente dall’acquedotto alimentato dalla sorgente Verrecchie non potabile. Questa decisione è stata presa sulla base di una comunicazione della ASL di Rieti e di un referto analitico dell’ARPA Lazio che ha riscontrato valori superiori ai parametri microbiologici previsti dalla normativa, in particolare la presenza di Escherichia coli ed enterococchi intestinali indicatori di contaminazione fecale.
Il campione analizzato è stato prelevato il 19 agosto presso la fontana pubblica di via Roma a Borgorose. Il sindaco ha ordinato il divieto assoluto di utilizzare l’acqua per il consumo umano e ha imposto al gestore di procedere a clorazione, manutenzione straordinaria dei serbatoi, sanificazione della rete e nuovi campionamenti. Questo provvedimento resterà in vigore fino alla revoca, subordinata all’esito favorevole delle verifiche microbiologiche.
Le due verità analitiche della sorgente Verrecchie
La sorgente Verrecchie, ubicata nel territorio di Cappadocia, è gestita dal Consorzio Acquedottistico Marsicano (CAM) e alimenta una rete che interessa diversi comuni abruzzesi e laziali. Documenti ufficiali dell’ATO 3 di Rieti descrivono proprio l’acquedotto Verrecchie come un’infrastruttura gestita dal CAM, con una portata destinata anche a numerosi comuni del Reatino.
La stessa Regione Abruzzo nella documentazione sul sistema idrico Liri-Verrecchie, indica tra i territori serviti Cappadocia, Tagliacozzo, Sante Marie, Carsoli, Oricola, Pereto e Rocca di Botte, oltre a numerosi comuni del Lazio. Il CAM ha un progetto da milioni di euro proprio per il potenziamento e l’ammodernamento dello schema acquedottistico alimentato dalle sorgenti Liri e Verrecchie e per la risoluzione delle problematiche di torbidità. Il bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale parla espressamente di queste criticità.
Le comunicazioni contrastanti
Mentre il sindaco di Borgorose è costretto a vietare l’utilizzo dell’acqua proveniente da Verrecchie sulla base dei controlli dell’ARPA Lazio dal versante abruzzese, il giorno dopo, arrivano comunicazioni di segno opposto. Il 25 agosto, il Comune di Tagliacozzo comunica che le analisi effettuate dal CAM sulle acque provenienti dalla sorgente Verrecchie sono risultate negative. Secondo la comunicazione, non sarebbero stati rilevati batteri o virus.
Questa contraddizione non può essere liquidata con una rassicurazione generica. L’ARPA Lazio rileva una non conformità microbiologica su acqua proveniente da Verrecchie, mentre il CAM, nello stesso periodo, comunica che le proprie analisi sulla sorgente Verrecchie sono negative. Chi ha ragione? La risposta più seria, a oggi, è: non lo sappiamo ancora. Ed è proprio questo il problema.
Le possibili cause della contaminazione
L’ARPA Lazio ha analizzato un campione prelevato a valle, presso una fontana pubblica di Borgorose alimentata dalla sorgente di Verrecchie. Il CAM, secondo quanto comunicato pubblicamente, ha effettuato controlli sulle acque provenienti dalla sorgente Verrecchie. Lo scenario a questo punto si complica, rendendo necessario capire dove si potrebbe essere verificata la contaminazione.
Potrebbe essere stata presente alla sorgente e successivamente non essere stata intercettata dal campionamento del CAM. Potrebbe essersi verificata lungo la rete di adduzione, riguardare un tratto specifico dell’acquedotto o una singola utenza. Potrebbe essere stata un fenomeno temporaneo. Oppure i due campionamenti potrebbero semplicemente fotografare momenti diversi e condizioni differenti. Tante ipotesi, ma nessuna risposta.
I casi di gastroenterite nella Marsica occidentale
Da giorni, la Marsica occidentale è interessata da numerose segnalazioni di gastroenterite, con casi concentrati in particolare tra Tagliacozzo, Cappadocia e altri comuni del territorio. La causa non è stata ancora individuata e rimangono aperte le ipotesi virale, alimentare e idrica. Il CAM ha effettuato i propri controlli e, per Verrecchie, ha comunicato risultati negativi. Ma questo non equivale automaticamente a dimostrare che l’acqua non possa avere avuto alcun ruolo nell’episodio epidemiologico, tanto più che in relazione alla stessa sorgente, l’esito delle analisi dell’ARPA Lazio dicono una cosa diversa.
Il ruolo delle istituzioni
La ASL 1 Abruzzo dov’è? La nostra redazione ha contattato l’ufficio stampa della ASL1 chiedendo se fosse in corso un’attività di analisi e monitoraggio delle acque e se qualche sindaco avesse sollecitato un’apposita attività di verifica. Il referente dell’ufficio stampa ha risposto di non esserne a conoscenza essendo in ferie.
Al cittadino della Marsica non resta che scegliere tra ciò che riporta il referto dell’ARPA Lazio e quello che dice il CAM. Tuttavia, c’è da capire perché due organismi pubblici, che analizzano la stessa risorsa idrica, arrivano a risultati apparentemente incompatibili. Se il campione dell’ARPA Lazio è positivo, bisogna spiegare dove si è prodotta la contaminazione. Se il campione del CAM è negativo, bisogna spiegare perché. Se la contaminazione è avvenuta lungo la rete, bisogna individuare il punto. Se è stata temporanea, bisogna stabilire quando è iniziata e quando è cessata.
Se il problema riguarda soltanto Borgorose, bisogna dimostrarlo. Se invece, come sembra dai casi acclarati di gastroenterite, riguarda l’intero sistema Verrecchie, la popolazione dei comuni abruzzesi serviti da quella risorsa deve essere informata. E soprattutto bisogna capire se i cittadini di Tagliacozzo, Cappadocia, Sante Marie e Carsoli stanno bevendo oggi un’acqua effettivamente sicura oppure semplicemente un’acqua che, nel campione esaminato dal gestore, è risultata conforme.
La salute pubblica non può essere una questione di comunicati. Quando decine di cittadini denunciano contemporaneamente sintomi gastrointestinali e contemporaneamente emerge un referto ufficiale che certifica la presenza di indicatori di contaminazione fecale nell’acqua alimentata da una sorgente strategica per la Marsica, le istituzioni, in primis i sindaci, quali autorità sanitarie comunali, devono pretendere controlli e attuare contromisure a tutela della salute pubblica.
Oggi, tra Borgorose e la Marsica occidentale, esistono due fotografie della stessa acqua: una scattata dall’ARPA Lazio che racconta una contaminazione microbiologica e un’altra, diffusa dal CAM, che racconta invece un’acqua conforme. Finché qualcuno non spiegherà dove, quando e perché queste due fotografie divergono, la vicenda non potrà essere considerata chiusa. Il silenzio dell’autorità sanitaria abruzzese, proprio in questa fase, non rassicura. Al contrario: alimenta i dubbi.



