La notte tra il 25 e il 26 ottobre a Aarau in SvizzeraMaria Spinelli 22 anni, è stata uccisa durante una sparatoria avvenuta all’ippodromo di Schachen al termine del rave denominato Aarau Rave VOL. 7.
Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2026. La vicenda ha attirato attenzione internazionale perché all’evento partecipavano circa 3.500 persone e perché la vittima era una giovane originaria di Atri e di Città Sant’Angelo residente e attiva in Svizzera. La notizia ha generato reazioni politiche e istituzionali in Italia.
La dinamica dell’accaduto e le prime indagini
La sparatoria è avvenuta intorno alle 2.30 del mattino, poco dopo la conclusione del rave. Cinque persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave; una di loro è deceduta: Maria Spinelli, 22 anni. Gli investigatori hanno indicato che un uomo ha sparato tra la folla e che il proiettile ha raggiunto gli organi vitali della giovane.
Un sospettato, un uomo di 43 anni residente nel cantone del Giura, si è costituito alle autorità competenti e ha confessato il reato. Nell’auto dell’arrestato sono state trovate tre armi da fuoco: una pistola e due fucili d’assalto AK-74. È in corso una perizia psichiatrica per accertare le condizioni di salute mentale del presunto autore.
Reazioni istituzionali e interventi diplomatici
La Regione Abruzzo si è immediatamente mobilitata: il presidente Marco Marsilio ha espresso cordoglio con queste parole ufficiali: “Esprimo, a nome personale e dell’intera Giunta regionale d’Abruzzo, il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Maria Spinelli. In questo momento di immenso dolore, la Regione Abruzzo si stringe con affetto e partecipazione alla sua famiglia, agli amici e alle comunità di Atri e Città Sant’Angelo, profondamente colpite da questa drammatica vicenda.”
Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha dichiarato: “Esprimo il mio più profondo cordoglio per la morte di Maria Spinelli, la giovane italiana rimasta vittima della tragica sparatoria di Aarau, in Svizzera. Il mio pensiero va anche agli altri feriti, tra i quali risultano due cittadini italiani, e a tutte le persone coinvolte in questa drammatica vicenda.” La Farnesina ha attivato canali diplomatici tramite l’ambasciata a Berna e il consolato generale a Basilea.
La famiglia, la comunità e le richieste investigative
La madre di Maria, Gulmira, assistita dall’avvocato della famiglia, ha chiesto che le indagini proseguano con rigore e ha sollecitato il rimpatrio della salma in Italia. La famiglia ha inoltre chiesto che, se possibile, l’Italia organizzi un volo per riportare la salma a casa.
Organizzatori e partecipanti al rave hanno espresso sgomento per l’accaduto. Testimoni hanno riferito di aver inizialmente scambiato gli spari per fuochi d’artificio. La polizia cantonale di Argovia ha invitato chi era presente a consegnare video e foto utili alle indagini e ha chiuso l’area di Schachen per i rilievi.
Aspetti procedurali e stato delle indagini
Le autorità svizzere hanno segnalato che, al momento, non sono emerse motivazioni ideologiche o estremiste legate all’attentato. Il sospettato non era noto precedentemente alle forze dell’ordine e aveva lasciato l’esercito nel 2013. Una perizia psichiatrica è stata disposta per verificare la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.
Le indagini proseguono per chiarire movente, dinamica e eventuali responsabilità. La comunità di Atri e di Città Sant’Angelo continua a manifestare cordoglio per la perdita di Maria Spinelli, mentre le autorità italiane rimangono in contatto con quelle svizzere tramite la Farnesina.



