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Rave party in Svizzera: il killer confessa, sei feriti e una vittima italiana

Un cittadino svizzero di 43 anni ha confessato di essere l'autore della sparatoria al rave party ad Aarau, in Svizzera. Scopri i dettagli dell'indagine e le dichiarazioni delle autorità.

Rave party in Svizzera: il killer confessa, sei feriti e una vittima italiana

Nella notte tra sabato e domenica, un rave party ad Aarau, in Svizzera, è stato teatro di una sparatoria che ha lasciato una vittima e sei feriti. La polizia cantonale d’Argovia ha identificato il responsabile come un cittadino svizzero di 43 anni, che si è costituito lunedì mattina alla polizia del canton Giura.

L’uomo, che ha dichiarato di soffrire di problemi di salute da tempo, è stato arrestato con l’accusa di omicidio intenzionale, lesioni personali e violazione della legge sulle armi. La vittima, Maria Spinelli, una 22enne italiana, è stata uccisa da un colpo al torace, mentre sei altre persone sono rimaste ferite.

La ricostruzione degli eventi

Secondo la ricostruzione delle autorità, l’uomo ha raggiunto in auto un parcheggio in Schachenstrasse e da lì si è diretto a piedi verso l’area dell’ippodromo dove era in corso la festa. Armato di due fucili d’assalto AK-74 e una pistola, ha sparato oltre 40 colpi indiscriminatamente sulla folla. Dopo la prima sparatoria, è tornato verso il parcheggio e ha esploso altri colpi con la pistola, sparando anche contro un’automobile con alcune persone a bordo che si stava allontanando dalla zona.

La polizia ha ricevuto la prima chiamata di emergenza alle 2:33 e ha raggiunto la zona nel giro di pochi minuti. Più di cento persone sono state portate al sicuro e assistite. La polizia ha dovuto mettere in sicurezza l’area prima di consentire l’accesso del personale sanitario, per escludere che l’autore fosse ancora presente.

Le armi e il movente

Le armi utilizzate dall’uomo erano di sua proprietà e risultavano regolarmente registrate a suo nome nel Canton Giura. L’acquisto risaliva a circa vent’anni fa ed era stato autorizzato sulla base della legislazione allora vigente. Le autorità hanno sottolineato che le norme sulle armi applicate all’epoca erano meno restrittive rispetto a quelle attuali.

Secondo gli accertamenti compiuti finora, l’uomo non avrebbe legami personali, professionali o geografici con Aarau o con il Canton Argovia. Gli investigatori ritengono quindi che la scelta del luogo e dell’evento da colpire possa essere stata del tutto casuale. Il comandante della polizia argoviese Michael Leupold ha dichiarato che non sono state trovate prove di motivazioni ideologiche o estremiste.

La perizia psichiatrica

Quando si è consegnato alla polizia, l’uomo ha dichiarato che da tempo le sue condizioni di salute erano precarie. Il procuratore ha spiegato che queste indicazioni suggeriscono che l’accusato possa soffrire di un disturbo psichico, aspetto che dovrà essere ulteriormente chiarito. Gli inquirenti intendono disporre una perizia psichiatrica e acquisire formalmente la documentazione sanitaria dell’uomo.

Le indagini proseguono per chiarire cosa abbia spinto il 43enne a raggiungere il rave e ad aprire il fuoco indiscriminatamente. Il procuratore ha sottolineato che questa meticolosa indagine ha la priorità sulla risposta pubblica più rapida possibile a tutte le domande ancora aperte.

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