La vicenda conosciuta come famiglia del bosco torna al centro dell’attenzione con una serie di mosse pubbliche e istituzionali che cercano di ricomporre una situazione già molto controversa. Dopo la nomina del nuovo difensore, sono stati effettuati sopralluoghi nella nuova abitazione messa a disposizione dal Comune di Palmoli e nella casa famiglia di Vasto dove sono ospitati i tre bambini; parallelamente la presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha sollevato questioni formali sull’ispezione avviata dal ministero della Giustizia.
Gli sviluppi processuali proseguono con un’attività tecnica che potrebbe influenzare gli esiti: sono attese controdeduzioni alle relazioni di perizia, e il nuovo difensore ha già annunciato incontri con gli operatori sociali e con i responsabili delle strutture che seguono i minori. In questo contesto si intrecciano richieste di chiarimento, prese di posizione pubbliche e una forte attenzione mediatica che continua a sollevare dibattiti sull’autonomia della magistratura e sull’interesse dei minori.
La visita del nuovo legale e gli incontri sul territorio
L’avvocato Simone Pillon, incaricato di seguire la difesa della coppia, ha scelto un approccio operativo: visite sul posto per verificare personalmente le condizioni logistiche e rapporti diretti con gli operatori. La tappa alla casa famiglia di Vasto e la presentazione della nuova abitazione a Palmoli hanno lo scopo di ricostruire un quadro fattuale e di facilitare il dialogo con i servizi locali. Pillon ha dichiarato di volere creare le condizioni per un confronto leale «nell’interesse dei minori», segnalando la volontà di coordinarsi con i responsabili istituzionali e sociali per individuare soluzioni concrete.
Incontri con il servizio sociale
È previsto un confronto diretto con gli operatori del servizio sociale che seguono il caso: un passaggio considerato cruciale dalla difesa per chiarire scelte operative e ricostruire la catena degli eventi. In questo contesto, la figura dell’assistente sociale e le valutazioni tecniche sulle modalità di assistenza e presa in carico dei bambini diventano elementi centrali. La discussione dovrà fare i conti con le relazioni psicologiche e con le eventuali osservazioni tecniche dei consulenti di parte.
Le perizie, le controdeduzioni e il fronte tecnico
Al centro della fase istruttoria restano le relazioni tecniche: la consulenza tecnica d’ufficio e le valutazioni dei consulenti nominati dalle parti saranno oggetto di approfondimenti. Sono attese le controdeduzioni alla bozza di relazione redatta dalla Ctu, mentre i consulenti della difesa potrebbero completare le proprie osservazioni. Questioni come la valutazione della genitorialità e l’impatto degli allontanamenti sui minori richiedono analisi accurate, e la strategia difensiva punta a dimostrare eventuali lacune procedurali o valutative nelle perizie già depositate.
L’ispezione ministeriale e lo scontro istituzionale
La presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Nicoletta Orlandi, ha formalmente chiesto al Consiglio superiore della magistratura chiarimenti sulla legittimità delle ispezioni avviate dal ministero della Giustizia. Secondo la richiesta, gli ispettori avrebbero chiesto di monitorare l’andamento del procedimento e i provvedimenti successivi dei magistrati, con la possibile acquisizione di atti istruttori: elementi che sollevano dubbi sulla compatibilità dell’attività ispettiva con l’autonomia e indipendenza della funzione giurisdizionale.
Posizione dell’Anm
L’Associazione nazionale magistrati ha espresso forte preoccupazione per le modalità adottate nell’ispezione, richiamando il principio costituzionale secondo il quale l’indipendenza della giurisdizione è una garanzia per tutti i cittadini. L’Anm ha chiesto un chiarimento tempestivo da parte del Csm e ha manifestato sostegno ai colleghi del Tribunale aquilano, sottolineando che l’estensione dell’attività ispettiva a procedimenti pendenti può creare potenziali interferenze che necessitano di verifica nelle sedi competenti.
Replica del ministero e reazioni politiche
Per parte sua l’Ispettorato generale del ministero della Giustizia ha respinto le contestazioni, sostenendo che le verifiche sono state condotte nel rispetto della normativa vigente e mirano a raccogliere informazioni utili per l’adempimento dell’incarico ministeriale. Nel dibattito si inseriscono anche interventi politici che hanno espresso posizioni divergenti sulla gestione del caso e sul ruolo delle istituzioni, alimentando ulteriori tensioni pubbliche sul confine tra controllo amministrativo e funzione giudiziaria.



