L’Aquila si prepara a celebrare un grande maestro dell’arte contemporanea. Fino al 30 settembre, il Mu.Sp.A.C. – Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila ospita la mostra “Fabio Mauri. Lo scandalo dello spirito” un omaggio a Fabio Mauri in occasione del centenario della sua nascita.
La mostra, allestita negli spazi di Piazza d’Arti esplora il rapporto profondo e duraturo tra Mauri e la città dell’Aquila, dove l’artista ha insegnato Estetica all’Accademia di Belle Arti dal 1979 al 1996, sviluppando un’intensa attività artistica e culturale attraverso collaborazioni con il Centro Multimediale “Quarto di Santa Giusta” e il Mu.Sp.A.C.
Un omaggio alla vita e all’opera di Fabio Mauri
«Ricordare Fabio Mauri all’Aquila significa riconoscere una parte importante della storia culturale e artistica della nostra Accademia», dichiara Marco Brandizzi direttore dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. «Il suo insegnamento continua a vivere nella capacità di interrogare la realtà attraverso il pensiero critico. Questa mostra è anche un modo per riaffermare il valore di un’eredità che appartiene alla città e alle nuove generazioni».
Rinaldo Tordera Presidente Abaq, sottolinea: «Fabio Mauri ha lasciato all’Aquila non soltanto opere e testimonianze artistiche, ma soprattutto un patrimonio di idee e di relazioni. Celebrare il suo centenario significa riportare alla luce questa eredità e ricordare quanto la cultura contemporanea abbia contribuito alla crescita della città».
Opere e performance che hanno segnato la storia
Attraverso opere, fotografie, video, documenti e materiali d’archivio, la mostra restituisce alcuni momenti fondamentali della presenza di Mauri nel territorio aquilano: dalla Gran Serata Futurista 1909–1930 alle performance Heidegger e la questione tedesca e Che cosa è il Fascismo fino all’installazione Celestino V, una storia moderna.
Particolare rilievo assume anche la dimensione didattica e intellettuale della sua esperienza aquilana. Il percorso espositivo si apre al confronto con alcuni artisti che sono stati suoi allievi all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila – Oliviero Rainaldi, Roberto Pietrosanti, Mauro Folci, Gino Sabatini Odoardi, Franco Fiorillo, Armando Gioia, Giuseppe Stampone e Carmine Tornincasa – evidenziando l’eredità di un maestro che ha concepito l’insegnamento non come trasmissione di uno stile, ma come esercizio del pensiero critico e responsabilità dell’atto artistico.
Il legame tra Mauri e L’Aquila
«Nel corso della nostra attività abbiamo dedicato a Fabio Mauri diverse mostre e iniziative», spiega Martina Sconvi docente ABAQ e direttrice artistica MUSPAC. «Perché il suo rapporto con L’Aquila, con l’Accademia di Belle Arti e con il MU.SP.A.C. è stato un’esperienza importante di ricerca, formazione e produzione artistica. Nel 1989, nel nostro primo spazio del Centro Multimediale di Quarto di Santa Giusta, Mauri realizzò ‘Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca. Concerto da tavolo’ negli anni ’90 ospitammo le prove di “Che cosa è il fascismo” e nel 2000, per l’”Annuale d’arte” al Castello Spagnolo realizzò un’installazione dedicata a Celestino V e alla riflessione sul corpo, il dolore, la religione e l’esistenza».
Il MU.SP.A.C. conserva oggi importanti testimonianze di questo percorso, tra cui il progetto di “Che cosa è il fascismo” la sequenza fotografica di “Ideologia e natura” e opere legate alla “Gran serata futurista 1909-1930” realizzata con gli allievi dell’Accademia.
La mostra vuole quindi valorizzare una storia profondamente legata alla città: quella di un artista che qui ha insegnato, lavorato e prodotto opere attraverso un continuo dialogo tra arte, memoria e storia. Il titolo “Lo scandalo dello spirito” richiama uno dei nuclei centrali della ricerca di Mauri: l’arte come possibilità di produrre una frattura nelle convenzioni e nelle certezze consolidate, aprendo uno spazio di riflessione sul rapporto tra arte, ideologia, potere e spiritualità. Un pensiero che, a distanza di anni, conserva una particolare forza e attualità.
Un progetto culturale di grande rilievo
La mostra rientra nel progetto “Costruire cultura. 41 anni d’arte all’Aquila” presentato nell’ambito di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 e sostenuto dal Comune dell’Aquila, attraverso i fondi Restart – Sviluppo delle potenzialità culturali, e dalla Fondazione Carispaq.
Il Mu.Sp.A.C. prosegue così il proprio lavoro di valorizzazione della storia dell’arte contemporanea all’Aquila, riportando al centro una figura fondamentale per la cultura artistica della città e offrendo alle nuove generazioni la possibilità di riscoprire un’eredità ancora viva.



