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Decreto sul federalismo rischia di tagliare la mobilità in Abruzzo

Il provvedimento approvato in estate porta l’Abruzzo a confrontarsi con una grave incertezza per i trasporti pubblici locali.

Decreto sul federalismo rischia di tagliare la mobilità in Abruzzo

Il decreto-legge sul federalismo fiscale approvato rapidamente durante la pausa estiva, ha già avviato il percorso parlamentare per diventare legge entro ottobre. La proposta introduce un cambiamento strutturale nel modo in cui le Regioni a statuto ordinario ricevono i finanziamenti destinati ai trasporti, cancellando il tradizionale Fondo Nazionale Trasporti a partire dal 2027.

Secondo le previsioni, la quota che finora alimentava il fondo verrà sostituita da una partecipazione regionale al gettito Irpef. Tale meccanismo elimina i vincoli di destinazione delle risorse, facendo confluire l’intera somma nel bilancio generale della Regione, senza alcuna garanzia che venga effettivamente dedicata al settore della mobilità.

Il nuovo meccanismo di finanziamento regionale

Con la trasformazione del Fondo Nazionale Trasporti in una quota di Irpef a carico delle Regioni, lo Stato rinuncia a garantire che i proventi siano destinati esclusivamente al trasporto pubblico locale. Le amministrazioni regionali otterranno una discrezionalità totale nella gestione di tali fondi, con il rischio concreto che le risorse siano deviate verso altre priorità di spesa. La mancanza di un principio di destinazione obbligatoria riduce la stabilità finanziaria del settore, rendendo più difficile la programmazione di servizi regolari e di qualità.

Conseguenze per l’Abruzzo: un rischio per la mobilità nelle aree meno densamente popolate

In Abruzzo, la quota nazionale di riparto è fermamente attuale al 2,69 %. Già oggi l’offerta di trasporto pubblico è caratterizzata da carenze sia quantitative che qualitative, soprattutto nelle zone interne e montane. La nuova normativa prevede che la distribuzione dei fondi tenga conto della densità di popolazione e di altri indicatori demografici, favorendo inevitabilmente le grandi metropoli a scapito delle aree a bassa densità.

Il peso della densità demografica nella ripartizione delle risorse

Il criterio demografico potrebbe ridurre drasticamente le risorse destinate all’Abruzzo, penalizzando le popolazioni più vulnerabili – studenti, lavoratori pendolari e anziani – che dipendono dal trasporto pubblico per mantenere la continuità della vita quotidiana. In una regione dove il fenomeno dello spopolamento è già preoccupante, il taglio delle corse rappresenterebbe un duro colpo per la coesione sociale e per la lotta contro l’isolamento.

Ripercussioni sul lavoro dei dipendenti del trasporto pubblico

Il provvedimento non riguarda solo gli utenti, ma anche i lavoratori del settore. La riduzione dei fondi previsti per il rinnovo contrattuale degli autoferrotranvieri compromette la tutela salariale e la stabilità occupazionale. Senza un vincolo di destinazione ristabilito, il CCNL di categoria rischia di non trovare le coperture finanziarie necessarie, con possibili ripercussioni sulla qualità del servizio offerto alla cittadinanza.

Alla luce di queste evidenze, le forze sindacali regionali chiedono una revisione del testo, l’introduzione di una fase transitoria di almeno due anni basata sui parametri storici e il ripristino dei vincoli di destinazione, per garantire continuità e sicurezza al sistema di mobilità pubblica dell’Abruzzo.

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