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Giunta Abruzzo: rinnovata la rete sanitaria dei carceri

La giunta abruzzese ha varato un modello unico per la salute nei carceri, con organico potenziato, telemedicina e maggior continuità assistenziale per 2362 detenuti.

Giunta Abruzzo: rinnovata la rete sanitaria dei carceri

Il 2 ottobre, nella sede di Sulmona, la giunta regionale ha dato il via a una profonda riorganizzazione della rete sanitaria nei penitenziari dell’Abruzzo. L’intervento, promosso dall’assessore alla Salute Nicoletta Verì, sostituisce il documento del 2014, ormai inadeguato a fronte delle attuali esigenze di cura della popolazione carceraria.

Il nuovo assetto nasce da un tavolo tecnico multidisciplinare: vi hanno partecipato i direttori sanitari delle ASL, i responsabili delle unità operative di medicina penitenziaria, i coordinatori infermieristici, il rappresentante del provveditorato dell’amministrazione penitenziaria, i presidenti dei tribunali per i minorenni e di sorveglianza, e il dirigente del Dipartimento Sanità competente. Questa ampia condivisione ha permesso di raccogliere dati aggiornati sulla popolazione detenuta e sui bisogni assistenziali rilevati.

Riforma della rete sanitaria penitenziaria approvata a Sulmona

L’obiettivo dichiarato dall’assessore Verì è garantire omogeneità organizzativa continuità assistenziale e appropriatezza delle prestazioni, con una migliore integrazione tra i servizi sanitari aziendali e il sistema carcerario. L’adeguamento prende in considerazione le direttive nazionali e regionali sulla sanità penitenziaria, ponendo al centro la salute fisica e mentale dei detenuti.

Chi ha partecipato al tavolo tecnico

Il gruppo di lavoro è stato composto da rappresentanti chiave: i direttori sanitari delle Asl hanno portato l’expertise regionale, i responsabili delle unità operative di medicina penitenziaria hanno fornito il punto di vista operativo, i coordinatori infermieristici hanno curato l’aspetto gestionale del personale, mentre il provveditorato e i tribunali hanno assicurato il rispetto delle normative penitenziarie. Questa sinergia ha consentito di redigere una delibera che risponde concretamente alle esigenze di tutti gli attori coinvolti.

Elementi chiave del nuovo modello organizzativo

In Abruzzo sono presenti otto istituti di pena per adulti — L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Chieti, Lanciano, Vasto, Pescara e Teramo — e un centro per minori a L’Aquila. La popolazione complessiva ammonta a 2 362 detenuti, di cui 2 265 uomini e 97 donne, con tipologie diverse che vanno dal 41 bis alla custodia attenuata, fino ai collaboratori di giustizia.

Presidio sanitario: organico e funzioni

Ogni casa circondariale dovrà disporre di un presidio sanitario penitenziario la cui composizione varia in base al numero di detenuti: da 1 a 5 dirigenti medici, da 2 a 10 medici penitenziari convenzionati, da 6 a 24 infermieri e da 1 a 4 psicologi, con una presenza settimanale compresa tra 18 e 38 ore. Il presidio garantisce le prestazioni di base e specialistiche, tra cui psichiatria, malattie infettive, cardiologia e odontoiatria.

Telemedicina e riduzione delle trasferte

La delibera prevede anche un forte impulso alla telemedicina favorendo consulenze radiologiche, dermatologiche, cardiologiche e altre specialità tramite collegamenti a distanza con le ASL esterne. Questo approccio ha l’obiettivo di contenere le trasferte fuori struttura, che nel 2025 hanno raggiunto quasi 4 300 traduzioni per visite esterne.

Impatto sulla popolazione detenuta

Grazie al nuovo modello, i detenuti potranno usufruire di una più ampia gamma di servizi sanitari direttamente all’interno dei penitenziari, riducendo i tempi di attesa e i rischi legati al trasferimento fuori carcere. In caso di emergenza, il protocollo prevede il stabilizzare il paziente sul posto e, se necessario, il trasporto verso l’ospedale di riferimento, garantendo sia camere dedicate sia l’accesso alle strutture ordinarie.

Parallelamente, sono state avviate procedure concorsuali per l’assunzione a tempo indeterminato di dirigenti medici nella disciplina di medicina penitenziaria, rafforzando così la sostenibilità a lungo termine del nuovo assetto.

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