Il presidente di Confcommercio Abruzzo, Giammarco Giovannelli, ha lanciato un avvertimento urgente: nel 2026 le famiglie della regione dovranno sostenere tra i 1.000 e i 1.200 euro di spesa aggiuntiva rispetto all’anno precedente. Il peso dei costi energetici, dei carburanti e dei prodotti alimentari ha già spinto i rincari delle bollette a un +34 % facendo sì che gli oneri fissi assorbiscano il 42 % dei consumi totali pari a circa 9.700 euro pro capite. Questi dati, basati sulle analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio, mostrano una pressione crescente sui bilanci domestici, che rischiano di collassare se non intervengono misure strutturali.
Il rincaro medio per famiglie: 1.000-1.200 € in più
Confrontando l’attuale carrello della spesa con quello del 2025, la crescita si attesta intorno al +24 %. Una famiglia tipo con due figli, ad esempio, potrebbe vedere il proprio bilancio annuale aumentare di 1.200 euro. Secondo gli ultimi dati Istat, il costo della spesa è quasi 30 % più alto rispetto a cinque anni fa: un acquisto da 100 euro nel 2021 ora costa 129,5 euro. Gli aumenti più marcati riguardano prodotti di consumo quotidiano come caffè (+51 %)olio extravergine (+47 %)pomodori (+45 %)patate e riso (+44 %) e uova (+43 %). Anche i servizi hanno subito incrementi: il caffè al bar è più costoso del 21 %, la benzina del 12,7 %, gli autobus del 10 %, i parrucchieri del 14 % e le visite specialistiche del 5,5 %.
Imprese del commercio, turismo e ristorazione: costi aggiuntivi superiori a 1 miliardo
Giovannelli ha sottolineato che le attività commerciali, turistiche e di ristorazione rischiano un aggravio complessivo di oltre un miliardo di euro sulla bolletta energetica nel corso del 2026. Questo peso si aggiunge al già elevato valore medio di 9.700 euro pro capite destinato a spese obbligate, comprimendo ulteriormente la capacità di spesa discrezionale dei consumatori. Nonostante la pressione, molte famiglie stanno tentando di mantenere il livello di consumo, ridimensionando la spesa su beni non essenziali e privilegiando prodotti più economici. Tuttavia, l’effetto a catena sta minando la fiducia sia dei cittadini sia degli imprenditori, portando a una diminuzione degli acquisti e a una rinuncia a investimenti cruciali per la ripresa economica.
Richieste di intervento strutturale da parte di Confcommercio Abruzzo
Il presidente ha chiesto una serie di misure strutturali immediate: potenziamento delle rinnovabili sviluppo di nucleare sostenibile potenziamento delle reti elettriche e una formazione mirata sul prezzo dell’elettricità. Inoltre, è necessaria una strategia nazionale per la rigenerazione urbana con una fiscalità più favorevole, sostegno agli affitti commerciali accesso al credito, innovazione e valorizzazione dei distretti del commercio. Il progetto “Cities”, promosso da Confcommercio, mira a porre il terziario al centro della riqualificazione urbana, contrastando la desertificazione commerciale e,
La soluzione, secondo Giovannelli, passa per regole semplici, stabili e prevedibili, che consentano a famiglie e imprese di pianificare il futuro con fiducia.



