Durante la serata di domenica 8 ottobre 2026 una delle cinque mascherine che compongono l’installazione Aryan mask di Fabio Mauri è stata sottratta dal MAXXI L’Aquila, installato all’interno di Palazzo Ardinghelli. L’oggetto, valutato intorno ai 10 mila euro faceva parte della mostra Gli anni dell’Aquila dedicata al centenario della nascita dell’artista. La sparizione è stata segnalata subito al comando dei carabinieri, avviando una serie di accertamenti volti a ricostruire il momento esatto del furto.
Dettagli sull’opera sottratta e vulnerabilità dell’allestimento
La mascherina rubata è una delle cinque componenti della serie Aryan mask opere che esplorano temi di propaganda, ideologia e memoria collettiva. Nessuna barriera fisica impediva l’accesso diretto alle sculture, un elemento che, a detta delle autorità, ha favorito la rapina. Gli esperti sottolineano che la mancanza di sistemi di blocco fisico rende le installazioni più vulnerabili, soprattutto in ambienti ad alta affluenza come quello del MAXXI. Il valore simbolico dell’opera è pari al valore economico, rendendola un obiettivo particolarmente attraente per il mercato nero dell’arte.
Il ruolo del sistema di videosorveglianza
Il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei carabinieri ha subito messo a disposizione le registrazioni delle telecamere installate nella zona. Le immagini, che coprono un ampio arco temporale, dovrebbero consentire di individuare il preciso istante in cui la mascherina è stata rimossa, nonché di identificare eventuali responsabili o complicità. Gli investigatori stanno analizzando più di cinque giorni di registrazioni, poiché la data esatta del furto non è ancora stata accertata con certezza.
Indagini dei carabinieri e possibili scenari
Il Nucleo investigativo del Corpo dei Carabinieri, specializzato nella tutela del patrimonio culturale, ha avviato un’indagine che combina l’analisi delle immagini con le testimonianze dei visitatori e del personale del museo. Le autorità hanno già inviato un avviso di ricerca alle reti di mercato dell’arte, in modo da monitorare eventuali tentativi di vendita della mascherina. Inoltre, si sta valutando la possibilità di rinforzare i protocolli di sicurezza in tutti gli spazi espositivi del MAXXI, includendo sistemi di allarme sonoro e recapito rapido alle forze dell’ordine.
Contesto culturale della mostra e impatto sull’evento
La mostra Gli anni dell’Aquila curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini, celebra il legame storico dell’artista con la città, dove ha insegnato Estetica della Sperimentazione dal 1979 al 1999. Il percorso, non cronologico, si sviluppa attorno ai temi chiave di Mauri – propaganda, costruzione del consenso e percezione collettiva – ed è parte integrante del programma Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Nonostante il furto, la mostra rimane aperta al pubblico con gli orari consueti, ma il caso ha acceso un dibattito sulla necessità di una maggiore protezione per le opere d’arte in mostre temporanee. Gli organizzatori hanno assicurato che la rimozione dell’oggetto non comprometterà la fruizione dell’installazione, invitando i visitatori a riflettere sul valore intrinseco dell’arte e sulla fragilità del patrimonio culturale.



