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Mattoscio analizza la nuova sfida europea nel suo saggio del 2024

Il nuovo volume del professor Mattoscio esplora il futuro dell’Unione europea tra tecnologia, geopolitica e sogno federale.

Mattoscio analizza la nuova sfida europea nel suo saggio del 2024

Il Prof. Nicola Mattoscio docente emerito di Economia presso l’Università di Chieti-Pescara (UNICH) e presidente della Fondazione PescarAbruzzo ha pubblicato nel 2024 un volume che restituisce al dibattito europeo una prospettiva nuova, radicata nell’esperienza dell’Abruzzo, zona tradizionalmente posta a cavallo tra il Sud e il Nord d’Italia. Il libro, frutto di anni di ricerca sui processi di globalizzazione e conoscenza affronta il clima internazionale post-Guerra Fredda, evidenziando come i classici poteri militari ed economici abbiano ceduto il passo a una nuova logica di soft power e smart power guidata dalla tecnologia e dalla ricerca.

Il nuovo assetto internazionale: decentramento e guerra fredda tecnologica

Secondo Mattoscio, la fine della Guerra Fredda ha lasciato in disparte la suddivisione netta tra democrazie liberali e regimi autoritari; oggi, la multipolarità si manifesta attraverso fenomeni di decentramento dove le forze tecnologiche – dall’intelligenza artificiale all’energia rinnovabile – determinano la scacchiera geopolitica. Il volume descrive come la guerra fredda tecnologica superi la tradizionale competizione militare, creando tensioni anche tra la Unione europea e i grandi attori globali come gli USA e la Cina. L’autore sottolinea che il soft power europeo, basato su diritti, cultura e innovazione, deve essere potenziato per restare rilevante.

Critica al modello attuale dell’Unione europea e la proposta federale

Mattoscio analizza i primi trent’anni dell’Unione – dal 1993 al 2023 – evidenziando i limiti di una struttura governativa lenta, dove il voto all’unanimità e il diritto di veto di uno solo dei 27 Stati membri ostacolano l’azione rapida in risposta a crisi come l’invasione russa dell’Ucraina e le tensioni mediorientali. Citando il Rapporto Draghi l’autore denuncia l’assenza di riforme concrete e propone una federazione europea con decisionalità a maggioranza, capace di competere con le potenze globali. Il sogno dei “Padri Fondatori” – riportato da A. Spinelli, E. Rossi e I. Silone – diventa così il punto di riferimento per una nuova architettura politica, capace di superare il frammentario modello attuale.

Emigrazione, paradosso e identità europea: il caso abruzzese

Una sezione cruciale del testo è dedicata al fenomeno migratorio, definito da Mattoscio un “paradosso clamoroso” del XXI secolo. L’autore denuncia come l’ideologia europeista, dal Kalergi al presente, venga strumentalizzata in teorie del complotto sulla sostituzione etnica, generando politiche di remigrazione. Il caso dell’Abruzzo, terra di grandi esodi dal 1956 (incidente di Marcinelle) a oggi, è usato per dimostrare come la diaspora abruzzese abbia contribuito a eccellenze come il manager Fiat Sergio Marchionne. Il volume, inoltre, richiama il nuovo lavoro di Tommaso Paolini, “La Storia Economica dell’Abruzzo, dal Medioevo ai giorni nostri” (Teaternum Ed., 2026), per contestualizzare il legame storico-economico della regione con l’Europa.

Verso gli “Stati Uniti d’Europa”: prospettive future

L’autore sostiene che solo un coraggioso salto verso una Unione federale potrà garantire una risposta efficace alle guerre in corso e alle sfide energetiche. Il messaggio finale è chiaro: è necessario un nuovo modello istituzionale, più forte, coeso e avanzato, che possa essere definito “Stati Uniti d’Europa”.

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