Nel sesto turno di Serie A la Lazio ha imposto il proprio ritmo all’Olimpico, imponendo 3-1 al Monza. Il risultato ha elevato i biancocelesti a 16 punti, lo stesso totale dell’Inter, consentendo a Gennaro Gattuso di parlare di primato condiviso. Oltre al risultato, la partita ha offerto spunti interessanti su decisioni tattiche, momenti di crisi e la capacità della squadra di reagire anche quando il risultato sembrava compromesso.
Il match è iniziato con un’energia tipica della squadra di Gattuso: recuperi veloci, pressing alto e un’attitudine aggressiva verso la metà campo avversaria. I primi minuti hanno subito messo in luce la differenza di approccio tra le due formazioni, con la Lazio che ha creato le prime occasioni concrete.
Il dominio iniziale: i primi due gol in 23 minuti
Al terzo minuto, Nuno Tavares ha scaricato un pallone al limite dell’area dopo un’efficace combinazione con Frattesi e Noslin. Il portoghese ha piazzato un tiro potente che, pur sfiorando la traversa, ha conferito ai biancocelesti il vantaggio iniziale. Il gol ha premiato l’aggressività difensiva e la rapidità di ripartenza. Gustav Isaksen ha aggiunto il secondo al 23′, sfruttando un assist di Noslin. Il danese, con il pallone sotto controllo, ha indirizzato la palla verso l’angolo lontano, superando il portiere avversario. Questi due reti, nette entro i primi ventitré minuti, hanno mostrato come la Lazio sfrutti al meglio il possesso e la capacità di penetrare gli spazi più stretti.
Il Monza risponde in dieci uomini: il gol di ripartenza
Il turno è cambiato al 35′ quando Lorenzo Lucchesi ha causato il secondo cartellino rosso dell’incontro, espellendo Noslin del Monza. Già in vantaggio numerico, la squadra di Ivan Juric ha mostrato una resilienza sorprendente. All’inizio del secondo tempo, Saba Goglichidze ha pareggiato al 46′ con un colpo di testa su calcio d’angolo, trasformato da Dany Mota. Il pareggio ha messo a dura prova la Lazio, che, pur avendo il vantaggio numerico, ha dovuto affrontare una pressione più consistente dal Monza, famoso per le ripartenze rapide. Il tecnico Gattuso ha effettuato modifiche, inserendo Diogo LeiteŠutalo e Dele-Bashiru ma il risultato è rimasto incerto fino all’ottavo minuto finale.
Il colpo di scena finale e le implicazioni in classifica
All’88′, Andrea Pinamonti entrato al posto di Noslin ha chiuso la partita con il terzo gol laziale, garantendo il 3-1 definitivo. La rete ha sancito non solo la vittoria, ma anche la conferma della superiorità tecnica della Lazio su un avversario che, nonostante l’infrazione, aveva creato pericoli. Dal punto di vista statistico, il risultato porta la Lazio a eguagliare l’Inter con 16 punti, una performance senza precedenti nell’era dei tre punti a vittoria. Il bilancio dell’attacco è di 11 reti segnate e quattro subite, mentre il portiere grec Mandas ha garantito la solidità difensiva necessaria nei momenti critici.
Questa partenza record supera anche le stagioni storiche del 1999/2000 e del 2008/09, quando la Lazio non aveva mai raggiunto tali punti in sole sei giornate. Il risultato sottolinea l'impatto del nuovo allenatore, delle scelte di mercato – tra cui il ritorno di Davide Frattesi – e della capacità di sfruttare i sostituti dal banco. Gattuso ha rimarcato l’importanza di non fissarsi sulla classifica, ma di vivere ogni gara con la stessa intensità.



