Gli ultimi sondaggi mostrano un panorama elettorale in cui Fratelli d’Italia riprende slancio, mentre la distanza tra centrodestra e centrosinistra si riduce a pochi decimi di punto percentuale. Dopo un periodo di flessione, il partito della premier ha riconquistato terreno, facendo pensare a una possibile inversione di tendenza nel prossimo ciclo elettorale.
Fratelli d’Italia registra nuovo slancio
Secondo la media delle rilevazioni più recenti, Fratelli d’Italia si attesta al 27,6%, in aumento rispetto al 26,5% registrato un mese fa, valore più basso dall’inizio della legislatura. La crescita coincide con l’avvio ufficiale della campagna di Giorgia Meloni, che ha intensificato la presenza sui media e gli incontri con gli elettori. Alcuni osservatori ipotizzano che il recupero sia anche dovuto alla fine dell’effetto di spostamento di voti verso Futuro Nazionale, ormai stabilizzato intorno al 7,4%.
Possibili cause della ripresa
Il rialzo potrebbe derivare da una combinazione di voto utile da parte di elettori indecisi e da una rinnovata fiducia nella leadership di Meloni, che ha consolidato un messaggio di continuità governativa. Parallelamente, la pausa nella crescita di Futuro Nazionale ha lasciato spazio a un ritorno di elettori tradizionalmente fedeli al blocco di centrodestra.
Il resto del blocco di centrodestra
Al di là di Fratelli d’Italia, Forza Italia mantiene una quota stabile intorno al 7,4%, pari a quella di Futuro Nazionale. La Lega, invece, registra una flessione, scendendo al 5,5%, il secondo peggior risultato degli ultimi dieci anni. Questo calo è stato registrato nonostante la convocazione di un congresso straordinario da parte di Matteo Salvini, suggerendo che le dinamiche interne non siano riuscite a invertire la tendenza negativa.
Centrosinistra: stabilità del Pd e balzo del M5S
Il Partito Democratico resta stabile intorno al 20,4%, un valore leggermente inferiore alla media dell’ultimo anno, ma comunque al di sopra del 20%. Il Movimento 5 stelle segnala una crescita modesta, attestandosi al 12,6%, mentre l’alleanza tra Verdi e Sinistra mantiene una quota del 6,3%. Anche Italia Viva e +Europa continuano a contribuire al campo largo, rispettivamente con 2,5% e 1,5%.
Le ipotesi di candidato premier
Due scenari simulati dagli ultimi sondaggi offrono una visione più nitida del possibile risultato finale. Se Elly Schlein fosse la candidata premier del centrosinistra, la coalizione otterrebbe il 44,6% contro il 44,0% del centrodestra, con Fratelli d’Italia intorno al 29,7%. Qualora fosse Giuseppe Conte la guida del campo largo, il totale del centrosinistra scenderebbe al 44,5%, mentre il centrodestra si fermerebbe al 44,1%. In entrambi i casi, la differenza è inferiore allo 0,6%, indicando una gara estremamente serrata.
Il risultato complessivo: campo largo in bilico
Aggregando i dati dei principali partiti, il blocco di centrodestra arriva al 40,5%, cifra che sale a circa 42-43% includendo le formazioni minori come Noi Moderati e Sud chiama Nord, ognuna intorno all’1%. Il centrosinistra, invece, totalizza il 43,3%, superando il limite necessario per il premio di maggioranza, fissato al 42%. Una quota significativa di elettori, circa il 28%, rimane ancora indecisa o non si esprime, un elemento cruciale che potrà decidere l’esito finale nelle prossime settimane.
Gli occhi degli analisti rimangono puntati sui movimenti di Futuro Nazionale, sulla capacità di Forza Italia di rimanere competitiva e sul ruolo decisivo che le primarie potranno avere sulla motivazione dell’elettorato.



