5 novembre 2026 🌫 6°

Udienza in Appello su ricongiungimento e istruzione dei bambini di Palmoli

Il caso della famiglia nel bosco di Palmoli torna davanti alla corte d’appello con richieste di riunificazione e scuola a casa.

Udienza in Appello su ricongiungimento e istruzione dei bambini di Palmoli

Il 3 novembre la corte d’appello dell’Aquila ha esaminato, in forma cartolare, il ricorso presentato dall’avvocato Simone Pillon a nome di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, noti come la “famiglia nel bosco”. Il nucleo giudiziario ha dovuto valutare se consentire il ricongiungimento immediato dei tre figli con i genitori, tenendo conto di una serie di documenti – 66 pagine di reclamo e 36 pagine di memorie – che delineano lo stato attuale della famiglia.

Il ricorso di 66 pagine: richieste e argomentazioni

Nel documento depositato, Pillon sottolinea la “lettera scritta col cuore in mano” rivolta a chi deve decidere del futuro dei minori. Tra le richieste chiave vi è il ritorno immediato dei bambini nella casa di Palmoli, la ripresa dell’istruzione parentale con docenti messi a disposizione dal Comune e la cancellazione di tutti i trasferimenti settimanali verso Vasto. La difesa sostiene che i genitori hanno seguito scrupolosamente il piano di graduale reinserimento stabilito dal Tribunale per i minorenni, partecipando a tutti gli incontri e garantendo una presenza costante nei fine settimana.

Criticità sull’audizione protetta del 7 luglio

Pillon ha evidenziato significative incongruenze tra il verbale riassuntivo dell’audizione protetta dei bambini e la registrazione audio-video. Secondo l’avvocato, le modalità di ascolto non hanno rispettato le linee guida per l’intervista dei minori, sollevando dubbi sulla validità delle dichiarazioni raccolte. Queste osservazioni sono state comunicate sia al Tribunale per i minorenni sia alla stessa Corte d’Appello, chiedendo una revisione della prova.

Il percorso dinanzi al Tribunale per i minorenni: memorie del 30 ottobre

Il 30 ottobre, entro il termine fissato, le parti hanno depositato le proprie memorie, per un totale di 36 pagine. La difesa richiama le valutazioni della neuropsichiatria infantile, i progressi accademici dei bambini, la continuità scolastica e i weekend trascorsi nella casa di Palmoli. Viene citata anche la sentenza dell’8 ottobre della Corte europea dei diritti dell’uomo contro l’Italia, relativa alla durata dei collocamenti extrafamiliari, per argomentare che la permanenza nella comunità di Vasto non è più necessaria.

Argomenti a favore del ritorno

Secondo Pillon, “i bambini rientrano a casa tutti i weekend e due pomeriggi infrasettimanali, uno dei quali in struttura protetta”. Inoltre, la famiglia svolge i compiti a casa, la frequenza scolastica è stabile e la CTU aveva auspicato un ritorno graduale già diversi mesi fa. La difesa chiede quindi di terminare l’instabilità abitativa che implica spostamenti quattro volte a settimana tra Vasto e Palmoli.

I figli a scuola e la richiesta di istruzione parentale

I bambini hanno iniziato a frequentare una scuola all’inizio dell’anno scolastico, ma la coppia ha presentato una domanda per riprendere l’istruzione parentale. Il Comune ha messo a disposizione la casa di Palmoli in comodato gratuito, consentendo agli insegnanti di operare direttamente nel nucleo familiare. La decisione finale sul mantenimento o meno della scuola tradizionale rimane pendente, poiché il ricongiungimento definitivo non è ancora stato decretato.

Catherine Birmingham a Roma: collaborazione e difesa

Parallelamente al procedimento giudiziario, Catherine Birmingham ha firmato il 17 ottobre un accordo con l’Istituto nazionale di pedagogia familiare di Roma. Il contratto prevede un compenso di 60 euro lordi all’ora per la sua partecipazione a un corso di perfezionamento in “Intelligenza naturale”, durante il quale racconterà la propria esperienza. Il psichiatra e psicoterapeuta Tonino Cantelmi, consulente della famiglia, ha difeso pubblicamente Catherine, descrivendola come una madre “ferita e non ascoltata” e sottolineando il suo percorso di crescita personale.

La corte d’appello dell’Aquila deve valutare una serie di elementi contrastanti: le dichiarazioni dei genitori, le critiche alla procedura di ascolto dei minori, le valutazioni neuropsichiatriche e la recente attività professionale di Catherine a Roma. La decisione, attesa nelle prossime settimane, potrà determinare se la famiglia tornerà a vivere insieme nella casa di Palmoli o se i bambini continueranno a essere ospitati in strutture protette.

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