Nel cuore della Maiella il Monte Amaro svetta a 2.793 metri, dove sorge il celebre bivacco Pelino. Costruito nel 1982, il rifugio è stato oggetto di un ampio intervento di recupero e, all’inizio del mese, ha riaperto le porte agli escursionisti, diventando nuovamente un punto di riferimento per chi affronta l’alta quota dell’Appennino.
La riapertura, tuttavia, è stata rapidamente seguita da una serie di segnalazioni fotografiche inviate al Parco nazionale della Maiella. Le immagini ritraggono mountain bike che percorrono sentieri espressamente vietati e cani che si aggirano all’interno del bivacco Pelino superando i limiti stabiliti per quella zona protetta.
Le foto denunciano infrazioni in zona di tutela
Le fotografie mostrano biciclette da montagna parcheggiate vicino al rifugio, nonostante il divieto di accesso per questi mezzi, pensato per preservare il delicato equilibrio ambientale. Parallelamente, si vedono animali domestici senza guinzaglio all’interno della struttura, una pratica che contravviene alle norme di igiene e sicurezza previste per le aree di alta montagna.
Cani e mountain bike: due comportamenti distinti, una stessa violazione
Il Parco nazionale della Maiella ha ricondotto entrambi gli episodi a un unico problema di fondo: la scarsa osservanza delle regole di base per la tutela di ecosistemi così sensibili. Il divieto di accesso con le mountain bike nasce dal rischio di erosione dei sentieri e dalla possibilità di disturbare la fauna locale, mentre la presenza di cani può comportare sprechi di rifiuti e potenziali conflitti con altri escursionisti.
Il Parco nazionale della Maiella reagisce con fermezza
Il gestore del parco ha condiviso le immagini sui propri canali social, accompagnandole con la dichiarazione: «Immagini che lasciano davvero senza parole, siamo sconcertati nel constatare la totale mancanza di rispetto per le regole di base che tutelano questi ambienti montani». L’ente ha inoltre definito questi atti «comportamenti irresponsabili» e ha rimarcato il potenziale disagio per gli altri escursionisti che condividono gli spazi della Maiella.
Conseguenze per la fruizione degli spazi
Secondo il Parco nazionale della Maiella la violazione delle norme non solo mette a rischio la conservazione dei sentieri, ma può anche creare conflitti tra utenti, riducendo la fruizione responsabile del territorio. Il bivacco, infatti, è considerato un punto di riparo d’emergenza per chi affronta il Monte Amaro e la sua integrità è fondamentale per la sicurezza in quota.
Il messaggio finale dell’ente è chiaro: la montagna è di tutti, ma va protetta da tutti. Le autorità forestali hanno già avviato le procedure necessarie per indirizzare le violazioni verso i carabinieri forestali, sottolineando l’importanza di un rispetto condiviso delle norme per garantire la conservazione a lungo termine di quest’area protetta.



