29 Settembre 2026 ☀ 9°

Evento a Sulmona: Riccardo Lolli racconta il comunismo locale (1 ottobre)

Un libro riscopre la lotta comunista in provincia aquilana tra le due guerre mondiali

Evento a Sulmona: Riccardo Lolli racconta il comunismo locale (1 ottobre)

Il 1° ottobre 2026, alle ore 17:30, la Sala Conferenze “Bruno Trentin” della Camera del Lavoro CGIL di Sulmona ospiterà un appuntamento culturale dedicato al passato politico della regione. L’evento, completamente gratuito, è stato annunciato il 28 settembre e vedrà la presentazione del nuovo volume di Riccardo Lolli intitolato “Quel pugno che sale. Il Partito comunista nella provincia aquilana 1921-1939”.

Presentazione del volume “Quel pugno che sale”

Il libro, pubblicato da Textus Edizioni traccia la nascita del Partito Comunista d’Italia nella provincia di L’Aquila a partire dal 1921, per arrivare fino all’anno 1939, quando la repressione fascista aveva ormai limitato gravemente le attività clandestine. Durante la serata, l’autore illustrerà i risultati di una ricerca documentaria approfondita, mettendo in luce la vita di militanti le reti sotterranee e i processi giudiziari che hanno segnato quegli anni. L’incontro è arricchito dalla presenza di due esperti locali: Gianni Melilla della Fondazione Brigata Maiella e Giovanni D’Amico della Fondazione Abruzzo Riforme.

Il percorso storico raccontato nel libro

Nel primo capitolo, Lolli ricostruisce le radici del partito tra il 1921 e il 1930, evidenziando come la militanza comunista si sia radicata non solo nei centri urbani ma anche in realtà più isolate, coinvolgendo lavoratoriartigianibraccianti e ferrovieri. La narrazione evidenzia la capacità di adattamento dei gruppi, che organizzarono comitati di sostegno, stampano pamphlet clandestini e instaurarono contatti con le strutture sindacali nazionali.

Le radici del Partito Comunista (1921-1930)

Le testimonianze raccolte mostrano come, sin dalla fondazione del partito nel 1921, i giovani di piccoli comuni come Sulmona, Trasambre e Tagliacozzo partecipassero a riunioni segrete nelle campagne, spesso rischiando la perdita del lavoro. L’autore evidenzia anche il ruolo delle stampa locale che, pur sotto censura, riuscì a diffondere idee di riforma agraria e di lotta contro il crescente potere fascista.

Il periodo di repressione fascista (1930-1939)

Con l’avvento della dittatura, la situazione cambiò drasticamente: arresti, condanne, confino e persino l’esilio divennero strumenti quotidiani per i comunisti della zona. Lolli documenta casi specifici, come quello del sindacalista di ferrovia di L’Aquila, incarcerato a Roma, e di una famiglia di braccianti di Civitella del Tronto, costretta al confino in un interno isolato. Nonostante le difficoltà, le reti clandestine riuscirono a mantenere legami di solidarietà, scambiando informazioni tramite codici e messaggi nascosti nei manifesti di festa.

Dialoghi e approfondimenti con gli esperti

Gli interventi di Gianni Melilla e Giovanni D’Amico offriranno una prospettiva più ampia sul ruolo della memoria storica nella costruzione dell’identità locale. La Fondazione Brigata Maiella, con la sua esperienza nella conservazione di documenti partigiani, illustrerà come le testimonianze orali siano state integrate nella ricerca scritta. Allo stesso tempo, la Fondazione Abruzzo Riforme, con sede a Pescara, condividerà i risultati di progetti di educazione civica finalizzati a far conoscere alle nuove generazioni le dinamiche della Resistenza e della ricostruzione democratica.

L’intera iniziativa è stata organizzata dal Centro Studi e Ricerche “Carlo Tresca” di Sulmona, in collaborazione con la Fondazione Abruzzo Riforme. L’obiettivo dichiarato è quello di raccogliere e valorizzare quei racconti che, altrimenti, rischierebbero di scomparire nei meandri della storia nazionale. L’ingresso è libero, e gli organizzatori invitano studenti, ricercatori e tutti gli interessati a partecipare per approfondire la storia politica della provincia aquilana tra le due guerre mondiali e la successiva stagione della Resistenza.

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