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Famiglia nel bosco: il tribunale dell’Aquila approva il rientro graduale dei bambini

I tre fratellini della famiglia nel bosco potranno finalmente trascorrere più tempo con i genitori, grazie a un provvedimento del tribunale dell'Aquila.

Famiglia nel bosco: il tribunale dell’Aquila approva il rientro graduale dei bambini

Una luce di speranza si accende per la famiglia nel bosco. Dopo quasi 10 mesi di separazione, i tre fratellini, figli di Nathan e Catherine, potranno finalmente riavvicinarsi ai genitori. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha emesso ieri mattina un provvedimento che prevede un rientro graduale dei bambini nella loro famiglia. La decisione arriva dopo due lunghi mesi dalla richiesta di ricongiungimento avanzata dai genitori.

Il percorso di riavvicinamento

I tre fratellini, ospiti nella casa protetta Genova Rulli di Vasto, potranno iniziare a trascorrere i pomeriggi con i genitori, dopo la scuola. Anche se la prima data non è ancora stata fissata, questo rappresenta un importante passo avanti. Da ottobre, i bambini potranno trascorrere interi fine settimana con mamma e papà, a condizione che il percorso di sostegno alla genitorialità prosegua positivamente sotto la supervisione dei servizi sociali e della tutrice Maria Luisa Palladino.

Il tribunale ha anche disposto l’obbligo della scuola pubblica per i tre fratellini. La primogenita di 9 anni frequenterà la quarta primaria, mentre i gemellini di 7 anni andranno in seconda elementare. Tuttavia, l’iscrizione non è ancora stata effettuata e non è chiaro se i bambini andranno a scuola a Palmoli, dove vivono i genitori, o a Vasto, dove attualmente risiedono.

Le dichiarazioni del difensore

Il difensore Simone Pillon ha commentato la decisione, definendola un passo significativo ma criticando la gradualità del processo. Secondo Pillon, il ritardo nella decisione ha privato i minori del diritto di trascorrere almeno qualche giorno di vacanza con i genitori. Inoltre, il legale ha espresso preoccupazione per i rischi legati al collocamento extrafamiliare, definendolo una misura gravemente invasiva.

Pillon ha anche richiamato l’articolo 30 della Costituzione e le convenzioni sovranazionali sulla libertà educativa, criticando la decisione di mantenere i bambini in casa famiglia finché i genitori non accettano l’iscrizione alla scuola pubblica. Secondo il difensore, il collocamento extrafamiliare non è giustificabile se non in presenza di abusi o violenza.

Le criticità e le prossime tappe

Il provvedimento del tribunale è firmato dalla presidente Cecilia Angrisano nel suo ultimo giorno di permanenza all’Aquila. I giudici hanno tenuto conto del desiderio dei bambini di tornare nel casolare dove sono cresciuti, che chiamano Amelia e di giocare con i loro animali: il cavallo Lee, l’asinello Gallipoli e i due cagnolini. Questo desiderio era stato espresso anche durante l’audizione protetta del 7 luglio scorso.

Il servizio sociale dovrà trasmettere entro il 16 ottobre una relazione di aggiornamento sugli interventi compiuti e programmati. Le parti avranno tempo fino al 30 ottobre per eventuali memorie. Nonostante i progressi, il ritorno definitivo a casa non è ancora previsto, ma si apre un percorso progressivo di ampliamento della permanenza con i genitori, che non vivono con i loro figli dal 20 novembre dello scorso anno.

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