La qualità dell’acqua nella Marsica è tornata al centro dell’attenzione dopo i recenti casi di gastroenterite che hanno colpito diversi comuni. Le autorità hanno dichiarato che l’acqua è potabile, ma le domande sull’origine dell’epidemia rimangono senza risposta.
Il Consorzio Acquedottistico Marsicano (CAM) guidato dal presidente Ernani Ornello ha diffuso un comunicato rassicurante: l’acqua erogata nei comuni interessati è potabile, come dimostrato dalle analisi congiunte con la ASL 1 L’Aquila-Avezzano-Sulmona in 11 punti di distribuzione. Tuttavia, la mancanza di informazioni precise sulle date dei prelievi ha sollevato dubbi e perplessità.
Le analisi contrastanti e la mancanza di dati temporali
Il 19 agosto 2026, un campione prelevato dalla fontana pubblica di via Roma a Borgorose ha rivelato una contaminazione microbiologica con la presenza di Escherichia coli ed enterococchi intestinali. La ASL di Rieti con il supporto dell’ARPA Lazio ha confermato la non conformità del campione. Il Comune di Borgorose ha immediatamente adottato un’ordinanza di divieto dell’utilizzo dell’acqua e disposto interventi di clorazione e sanificazione.
Tre giorni dopo, il 25 agosto, il CAM ha comunicato risultati negativi per le acque provenienti dalla sorgente Verrecchie. Tuttavia, il comunicato del CAM del 29 agosto non specifica le date dei prelievi, rendendo difficile un confronto diretto tra i risultati delle diverse analisi.
La necessità di dati comparabili
Per comprendere appieno la situazione, è fondamentale avere dati comparabili. I campioni devono essere prelevati in stessi punti con stessi parametri e stesse metodologie. Inoltre, le date e gli orari dei campionamenti devono essere chiaramente documentati. Senza queste informazioni, la comparazione rischia di essere inefficace e inutile per la popolazione.
Le domande ancora aperte
La domanda principale rimane: cosa ha causato l’epidemia di gastroenterite? L’acqua è una delle ipotesi, ma non l’unica. Si è parlato anche di contaminazione alimentare e di eventi circoscritti a sagre di paese. Tuttavia, la popolazione attende ancora una risposta ufficiale e documentata sulla causa dell’episodio.
Il CAM ha dichiarato di essere “sufficientemente tranquillo” che l’acqua non sia alla base dei casi. Ma questa tranquillità è sufficiente? La popolazione merita una ricostruzione scientifica dettagliata e trasparente degli eventi.
Le autorità sanitarie devono fornire risposte chiare e precise. Quando sono comparsi i primi casi? Quando sono stati segnalati alle autorità sanitarie? Quando sono stati effettuati i primi prelievi? Quali parametri sono stati ricercati? Quando sono arrivati i risultati? Queste sono le domande alle quali la popolazione della Marsica attende risposta.
Solo con una ricostruzione accurata e trasparente degli eventi sarà possibile comprendere appieno l’origine dell’epidemia e prevenire futuri episodi simili.



