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Il caso di Antonella Trinchera: necessità di un appartamento senza barriere

Antonella Trinchera, 61 anni, vive al terzo piano di via Rubicone 1 senza ascensore: scopri come il Comune sta valutando la sua richiesta di una casa più accessibile.

Il caso di Antonella Trinchera: necessità di un appartamento senza barriere

Antonella Trinchera, 61 anni, è costretta da circa tre anni a rimanere al terzo piano di un edificio Ater ubicato in via Rubicone 1. La sindrome dell’allettamento e le protesi alle ginocchia riducono drasticamente la sua mobilità, rendendo le scale un ostacolo insormontabile. Condividendo l’appartamento con il fratello Gianluca, la coppia deve affrontare ogni uscita come una piccola operazione militare, dove l’assenza di un ascensore si trasforma in una barriera permanente.

Il peso quotidiano di una casa senza ascensore

Le difficoltà non si limitano ai semplici spostamenti domestici. Quando Antonella necessita di una visita medica, l’intervento dell’ambulanza non è sufficiente: “Le scale sono strette e lo scivolo non è adatto”, spiega Gianluca. Per garantire l’accesso al piano strada è necessario coinvolgere i vigili del fuoco con un mezzo dotato di piattaforma, un’operazione che richiede tempo, coordinazione e costi aggiuntivi. La presenza di numerosi veicoli attira gli sguardi dei vicini, facendo sentire Antonella privata della sua dignità e aumentando lo stress psicologico legato alla propria condizione.

Le complicazioni per le visite mediche

Le uniche occasioni in cui Antonella riesce a uscire sono quelle legate ai controlli sanitari. Durante le sedute di fisioterapia può muovere leggermente le gambe, ma il rischio di ulteriori piaghe da decubito al ginocchio e al collo è costante. Inoltre, la necessità di organizzare il ritorno al terzo piano è spesso la causa dell’annullamento di appuntamenti importanti: “Ci è già capitato di rinunciare a un accertamento proprio perché non avevamo la garanzia del rientro”, confessa il fratello. Questa incertezza influisce sulla gestione dei farmaci e sulla continuità delle cure.

La risposta del Comune e la graduatoria di mobilità abitativa

Di fronte a queste difficoltà, il Comune ha inserito la pratica dei Trinchera nella nuova graduatoria di mobilità abitativa la cui pubblicazione è prevista per il 22 ottobre. La domanda è stata presentata a fine agosto, poco dopo l’ultimo aggiornamento del 22 luglio. La graduatoria, rinnovata ogni tre mesi, classifica le richieste in base alla gravità della situazione; al momento sono disponibili otto alloggi compatibili con le esigenze di accessibilità.

Il settore Politiche per il cittadino diretto da Roberta Pellegrino, ha già istruito la pratica e sta collaborando con la famiglia per individuare una sistemazione vicino alla farmacia, ai servizi e alla rete di sostegno quotidiano. Gianluca sottolinea: “In una casa con ascensore cambierebbe completamente la nostra vita. Mia sorella potrebbe raggiungere il piano strada in carrozzina e uscire senza dover affrontare ogni volta un’operazione così complicata”. La richiesta non è un lusso, ma la necessità di vivere con maggiore accessibilità e rispetto della dignità personale.

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