La giunta comunale di Pescara si trova a fare i conti con una vicenda che mescola assistenza sociale, indagini giudiziarie e tensione politica. Massimiliano Pignoli, assessore con deleghe alla protezione civile, all’ascolto del disagio sociale e all’associazionismo, ha presentato le sue dimissioni dopo aver ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta per corruzione elettorale. L’esponente, 54 anni, si proclamava estraneo alle contestazioni ma ha citato motivi di salute come ragione per il passo indietro.
Il caso, nato da una segnalazione che ha poi assunto i connotati di autodenuncia, riguarda la presunta promessa di un alloggio in cambio del voto nella consultazione bis dell’8 e 9 marzo (2026). L’episodio ha portato alla perquisizione dell’ufficio comunale e al sequestro dei telefoni, azioni compiute dalla polizia giudiziaria su delega del pm Gennaro Varone, sotto la supervisione del procuratore Giuseppe Bellelli.
L’inchiesta e i fatti ricostruiti
Nell’imputazione si ipotizza che a una cittadina, indicata con le iniziali, sia stata prospettata un’abitazione in via Monte Bolza in cambio della preferenza elettorale. La donna, che risulta indagata insieme a Pignoli, avrebbe documentato il proprio voto fotografando la scheda elettorale e in seguito avrebbe raccontato agli agenti di aver ricevuto dalla stessa assessore la promessa di attivarsi per trovare una sistemazione. Gli investigatori hanno concentrato le ricerche su corrispondenze, contatti e documenti recuperabili nei dispositivi sequestrati per accertare la presenza di un accordo di voto di scambio.
La sequenza degli eventi
Secondo gli atti, la coindagata si era rivolta a Pignoli per ottenere aiuto nella ricerca di una casa, motivo legato anche alla presenza di figli piccoli. L’assessore avrebbe indicato un immobile che, a suo dire, sarebbe potuto liberarsi; la donna in attesa di sviluppi ha poi occupato abusivamente un locale Ater, successivamente sgomberato dalla polizia municipale. È in quella circostanza che la donna ha raccontato spontaneamente agli agenti la promessa ricevuta, attivando così il procedimento che ha condotto alla perquisizione e al sequestro dei telefoni.
Le dimissioni e le motivazioni
Con una lettera al sindaco Carlo Masci, Pignoli ha spiegato di voler sospendere l’attività amministrativa per tutelare la propria salute e la famiglia, pur rivendicando la propria innocenza e ricordando di aver affrontato in passato un procedimento simile conclusosi con un’assoluzione. L’esponente, molto votato nelle ultime elezioni con 1.136 preferenze, ha evidenziato il rapporto quotidiano con le persone in difficoltà che si rivolgono al suo ufficio, sottolineando come la richiesta di aiuto non debba trasformarsi in un’accusa penale.
La lettera al sindaco
Nella missiva, Pignoli ha chiesto che la vicenda venga affrontata serenamente e ha ribadito fiducia nella possibilità di chiarire la propria posizione. Ha altresì ricordato la pesantezza dell’esperienza precedente durata 12 anni, che pur essendosi conclusa con la sua assoluzione lo ha segnato profondamente. Per questi motivi l’assessore ha ritenuto necessario fare un passo indietro, evitando così di mettere in difficoltà l’azione amministrativa e il prestigio dell’ente comunale.
Reazioni politiche e scenari futuri
Immediata la richiesta di dimissioni da parte di alcuni esponenti di opposizione e la presa di posizione del sindaco, che ha ribadito essere una persona liberale e garantista, ma che ha anche accettato le dimissioni per rispetto della decisione personale dell’assessore. Ora si apre la partita per la riassegnazione delle deleghe e per un possibile rimpasto di giunta: sono state fatte diverse ipotesi di sostituti tra gli esponenti locali di Forza Italia e Fratelli d’Italia, mentre il sindaco valuterà i nomi più idonei per garantire continuità ai servizi rivolti alle fasce deboli.
Possibili conseguenze amministrative
La scomposizione delle deleghe toccherà in primo luogo l’area del disagio sociale e dell’associazionismo, settori in cui il ruolo era molto visibile per le relazioni quotidiane con i cittadini. L’amministrazione dovrà garantire che le attività di supporto alle persone fragili non subiscano interruzioni e che il lavoro degli uffici continui con piena efficienza, anche in attesa di sviluppi giudiziari che potrebbero chiarire definitivamente la posizione di Pignoli.



