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Madri messicane denunciano una fossa da 80 bambini e 1.600 denti

Una fossa clandestina a Zacapu ha svelato 1.600 denti da latte, alimentando la lotta delle madri per la verità.

Madri messicane denunciano una fossa da 80 bambini e 1.600 denti

Nel municipio di Zacapu, nello stato di Michoacán, le autorità locali hanno scoperto una fossa sotterranea dove sono stati rinvenuti circa 1.600 denti da latte. Le testimonianze indicano che i denti appartengono a 80 bambini di età compresa tra uno e sei anni. Il luogo è situato in una zona dominata dal Cartel Jalisco Nueva Generación noto per l’uso di terreni di avocado come copertura per attività illecite. Le madri appartenenti al collettivo “Buscando cuerpos en todo México”, capeggiate da Margarita López Pérez, hanno denunciato il ritrovamento, sostenendo di essere state minacciate di morte per le loro indagini.

Le madri cercatrici hanno iniziato a setacciare il terreno nel 2021, passando da metodi manuali a setacci di maglia metallica. Il primo frammento identificato è stato un piccolo dente appuntito, che ha spinto le ricercatrici a proseguire con una campagna di scavi più sistematica. Un perito, identificato come Braulio N., ha confermato l’identità dentale e ha curato il trasferimento dei reperti alla Procura generale della Repubblica sotto catena di custodia legale, aprendosi a una fase di indagine federale.

Il ritrovamento dei denti da latte a Zacapu

Il sito di scavo è stato definito dalla comunità come un “campo di sterminio” situato su una collina coperta da alberi di avocado, dove un forno clandestino veniva usato per bruciare i corpi delle vittime. Le madri hanno descrito il forno come un “crematorio artigianale” ancora attivo, alimentato dalla coltivazione di avocado, definita “oro verde” del Michoacán. La presenza di cenere e bruciature ha complicato le operazioni, ma l’impiego di setacci a maglie fini ha permesso di recuperare piccoli frammenti dentali, ciascuno considerato una prova tangibile di un giovane vissuto violato.

Le operazioni di scavo e la documentazione dei resti

Durante le operazioni, le forze dell’ordine hanno garantito una “sicurezza perimetrale” attorno al collettivo, ma la Procura generale dello stato di Michoacán ha successivamente dichiarato di non possedere alcun registro relativo al ritrovamento. Il perito Braulio N. ha pulito e catalogato il primo dente, mentre le madri hanno custodito gli altri reperti nella speranza di future analisi scientifiche. Tuttavia, la Procura federale ha sostenuto che non sono stati ancora effettuati test del DNA né accertamenti forensi sui campioni, lasciando il caso in una fase di sospensione tecnica.

Le dimissioni delle autorità e le proteste delle madri

La risposta istituzionale è stata caratterizzata da una netta contraddizione: le autorità locali hanno difeso la “corrente di custodia” dei denti, mentre la Procura dello stato ha negato qualsiasi documento ufficiale. Margarita López Pérez ha accusato la Procura di “lavarsi le mani” non appena il caso è stato portato all’attenzione dei media. Le madri hanno organizzato manifestazioni a Città del Messico, davanti alla sede della Procura generale, chiedendo una verifica indipendente e l’avvio di analisi DNA per identificare le vittime.

Impatto sul dibattito dei desaparecidos

Il caso si inserisce in un contesto più ampio di sparizioni forzate in Messico: secondo dati recenti, più di 130.000 persone sono scomparse dal 2006 al 2024, con oltre 8.000 corpi esumati e un numero considerevole di resti non identificati nei servizi forensi. La senatrice Laura Esquivel Torres ha chiesto un minuto di silenzio per le vittime, mentre la sindaca di Zacapu, Mónica Valdez Pulido, ha promesso “tutte le azioni necessarie per chiarire i fatti”. Il governo federale, guidato da Claudia Sheinbaum, resta allineato alla posizione della Procura, sostenendo la necessità di ulteriori prove scientifiche prima di confermare ufficialmente il ritrovamento.

Nel frattempo, il Programma sui diritti umani dell’Università Iberoamericana ha denunciato una discrepanza tra il database delle Procure (5.152 fosse clandestine, 5.718 corpi esumati) e le cifre riportate dai media (3.516 fosse, 8.341 corpi). La mancanza di un registro univoco e la presenza di circa 83.000 resti umani non identificati evidenziano una crisi sistemica nella gestione dei casi di scomparsa. Le madri cercatrici, senza riconoscimento istituzionale, continuano a lottare per dare nome e volto alle vittime, sperando che ogni dente ritrovato possa trasformarsi in una prova decisiva per la giustizia.

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