La ricerca e il recupero delle salme dei sub italiani dispersi alle Maldive hanno registrato un passo decisivo: i corpi di quattro delle vittime sono stati individuati nel terzo segmento della grotta di Alimathà, nell’atollo di Vaavu. Secondo le autorità e fonti diplomatiche, la localizzazione è avvenuta grazie all’intervento di un team di soccorso specialistico e alle operazioni di mappatura del complesso sistema sotterraneo. La notizia, ripresa dai media, ha riacceso l’attenzione sulle difficoltà logistiche e sui profili di responsabilità che riguardano l’immersione.
La vicenda ha già portato al recupero del corpo di una quinta vittima, mentre per le altre quattro — Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri — si prevede un’operazione tecnica di grande complessità. Nel frattempo i superstiti che erano a bordo della nave sono rientrati in Italia, atterrando a Malpensa dopo un lungo viaggio, e potrebbero essere chiamati a deporre davanti alla Procura di piazzale Clodio per ricostruire le ultime ore prima dell’immersione.
Il ritrovamento e il team di recupero
Al centro dell’intervento c’è la fondazione DAN Europe (Divers Alert Network Europe), che ha inviato tre sommozzatori tecnici di nazionalità finlandese per le operazioni in grotta. I tre specialisti — Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist — combinano esperienze in mappatura di grotte, riprese subacquee e interventi di soccorso in ambienti estremi. Prima di procedere al recupero definitivo, la squadra ha dedicato tempo alla verifica delle attrezzature, alla gestione dei gas e alla pianificazione dettagliata delle immersioni, con simulazioni e immersioni di orientamento richieste dalle autorità locali.
Chi sono i sommozzatori
Il leader del gruppo, Sami Paakkarinen, è noto per la scoperta e la mappatura di relitti e sistemi carsici nel Baltico; Jenni Westerlund è esperta in riprese e mappatura subacquea; Patrik Grönqvist proviene dal soccorso tecnico, con esperienza in immersioni in miniera e in grotta. La combinazione di competenze è pensata per affrontare un ambiente definito dalle autorità come «operativamente estremamente complesso»: accessi profondi, passaggi stretti e più camere collegate da corridoi sommersi.
Le difficoltà tecniche e sanitarie
Il sito interessato presenta profondità che raggiungono i 55-60 metri e un sistema che si estende per centinaia di metri con molteplici camere interne. Per questo motivo la pianificazione prevede una logistica dei gas molto dettagliata, punti di rifornimento intermedi e procedure di decompressione controllata. A supporto delle immersioni è previsto un servizio di assistenza medica intensiva e la possibilità di trattamento in camera iperbarica d’emergenza, elementi ritenuti indispensabili data la profondità e la durata delle operazioni.
Procedure mediche e rifornimenti
In fase preparatoria è stato segnalato il contributo tecnico del tour operator che aveva organizzato la crociera scientifica, con il trasferimento di booster per le bombole e altri reagenti difficili da reperire nell’arcipelago. La presenza di un’équipe medica e della possibilità di ricovero in ambiente iperbarico sono considerate misure di sicurezza essenziali per minimizzare i rischi legati alla decompressione e a eventuali complicanze durante il recupero.
Profili giudiziari e responsabilità
Sul piano delle indagini, si procederebbe su due fronti paralleli: le autorità italiane, tramite la Procura di piazzale Clodio, e le autorità delle Maldive che hanno già avviato accertamenti, tra cui l’analisi dei telefoni dei presenti. Un punto sensibile riguarda la profondità dell’immersione: secondo le norme locali l’accesso oltre i 30 metri è subordinato ad autorizzazioni specifiche o attività scientifiche consentite, e questo elemento sarà centrale nella ricostruzione di quanto accaduto.
La complessità processuale può richiedere l’acquisizione di documenti e atti tramite rogatorie internazionali, oltre a verifiche sulle autorizzazioni, le attrezzature e le licenze dell’imbarcazione coinvolta, la cui licenza di esercizio è stata sospesa dalle autorità del turismo locale. Quando le salme saranno riportate in superficie, sono previste autopsie per stabilire le cause della morte: potrebbe essere disposta una seconda perizia una volta che i corpi rientreranno in Italia per chiarire definitivamente gli aspetti medico-legali della tragedia.



