Domani, 2 ottobre, si riunirà nuovamente il Consiglio comunale di Sulmona presso il Palazzo di Città. Le opposizioni, radunatesi a Palazzo San Francesco, hanno già anticipato una nuova polemica: tre interrogazioni, presentate nei giorni più recenti, non troveranno spazio nella seduta. La questione mette in luce un modo di gestire i tempi che, a giudizio dei consiglieri di opposizione, penalizza il confronto costruttivo.
Le tre richieste di chiarimento rimandate
Le interrogazioni riguardano Cogesa l’avanzo di amministrazione e la realizzazione di una pista ciclabile. Secondo la motivazione fornita dalla maggioranza, le domande sono state protocollate troppo a ridosso del Consiglio impedendo agli amministratori di preparare risposte adeguate. La risposta standard – “le interrogazioni sono state protocollate troppo a ridosso del consiglio e chi è chiamato a rispondere non avrebbe tempo a sufficienza per prepararsi” – è stata ripetuta più volte, al punto da diventare, a detta dell’opposizione, una sorta di categoria amministrativa della giunta di Luca Tirabassi.
La seduta d’urgenza per il decreto ingiuntivo
Nel frattempo, il Comune ha dovuto convocare un Consiglio d’urgenza per affrontare un decreto ingiuntivo che minaccia di generare ulteriori costi. La sorpresa è che la tematica non è stata discussa nella Commissione consiliare riunita appena tre giorni prima. Da questa discrepanza nasce la frase ricorrente delle opposizioni: “Se era così urgente, perché non è stata affrontata quando ce n’era l’occasione?” La risposta della maggioranza, ancora una volta, si limita a “ci stiamo lavorando”, suscitando dubbi sulla reale capacità di programmazione della giunta.
Critiche al consueto “ci stiamo lavorando”
Per i consiglieri di opposizione, la formula “ci stiamo lavorando” ha ormai superato il ruolo di semplice spiegazione, trasformandosi in una giustificazione ricorrente. L’attesa di mesi per una risposta a un’interrogazione, mentre una questione amministrativa diventa improvvisamente materia di Consiglio urgente, mette in luce quella che definiscono una “evidente difficoltà di programmazione e di gestione dell’attività amministrativa” da parte del sindaco Tirabassi e della sua maggioranza. Le opposizioni chiedono risposte concrete e una fine all’uso strumentale delle urgenze per coprire carenze organizzative.
Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio, poiché il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) dell’Abruzzo ha recentemente condannato il Comune al pagamento di una somma per il mancato accesso agli atti. Se da una parte la giunta difende il proprio operato con il consueto “ci stiamo lavorando”, dall’altra le decisioni giudiziarie dimostrano che la trasparenza e la tempestività non sono più un’opzione, ma un obbligo. La sfida per il sindaco Luca Tirabassi resta quindi quella di riconciliare il gesto di convocare sedute d’urgenza con una gestione più prevedibile e aperta alle richieste di chiarimento dei consiglieri.



