Il prossimo sabato 26 settembre 2026 l’Istituto di Istruzione Superiore “Amedeo d’Aosta” di L’Aquila riaprirà le porte alla storica performance di Fabio Mauri intitolata “Che cosa è il fascismo”. L’evento, frutto della curatela di Maurizio Cattelan e Marta Papini per la mostra “Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila”, verrà messo in scena con la regia di Giancarlo Gentilucci e con il sostegno dell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila, Arti e Spettacolo ETS e del Comune di L’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026.
Le radici della performance: il contesto storico del 1971
Originariamente presentata nel 1971, la work-in-progress di Mauri si basava su una “Festa in onore del generale Ernst Von Hussel di passaggio per Roma”. Il testo di sala, diffuso a Roma il 2 aprile 1971, recita: «qui si sperimenta in poco tempo l’ideologia falsa… l’inganno della giovinezza che porta grazia e fiducia». La scena prende spunto dagli Ludi Juveniles di Firenze del 1938, organizzati durante la visita di Hitler, a cui partecipò anche Pier Paolo Pasolini. L’obiettivo era mostrare, attraverso esercizi ginnici, gare, canti e rituali, come la bellezza del corpo e l’idea di ordine potessero mascherare meccanismi autoritari.
Struttura scenica originale
All’evento originale il pubblico veniva suddiviso in tribune contrassegnate da cartoncini di colore diverso – autorità, accademici, magistrati, stampa, israeliti, ecc. – e guidato a posti specifici da allievi in divisa fascista. Al centro della palestra una grande piattaforma rossa con una svastica nera veniva utilizzata come “Piazza d’Armi”, dove si svolgevano esercizi di ginnastica, scherma, pattinaggio, sbandieratori e dibattiti sulla mistica fascista, culminanti nella marcia finale che sfociava nei rumori della guerra.
Riedizione 2026: logistica, orari e coinvolgimento del pubblico
La nuova messa in scena prevede due repliche, alle 11:30 e alle 17:30 della durata di circa 70 minuti. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti e avviene previa prenotazione. Per facilitare la partecipazione, il Comune mette a disposizione un servizio navetta dalla Fontana Luminosa al parcheggio in Via Giuseppe Mezzanotte, con quattro corse giornaliere (10:45/12:50, 11:00/13:15 al mattino; 16:45/19:00, 17:00/19:15 al pomeriggio). Gli spettatori saranno nuovamente accolti da giovani in divisa fascista, che li accompagneranno ai propri posti secondo le categorie tradizionali.
Collaborazioni istituzionali
Il finanziamento proviene dal bando RESTART (delibera CIPESS n. 10/2025). La produzione è coordinata dallo Studio Fabio Mauri con la partecipazione di allievi dell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila e di associazioni locali (Club Scherma L’Aquila 99, Cpga – Centro polisportivo Giovanile Italiano, Bandierai dei Quattro Quarti). L’intera operazione è inserita nel più ampio progetto “Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila”, volto a valorizzare il patrimonio artistico della città nel quadro di L’Aquila 2026 – Capitale italiana della Cultura.
Il messaggio di Mauri: dalla seduzione al rischio della guerra
Il percorso scenico parte da una seduzione estetica – corpi giovani, colori vivaci, ritmo coordinato – per poi introdurre la disciplina, il richiamo a Stato, nazione, razza e radici greco-romane. Mauri intende far emergere come la macchina ideologica trasformi gesti apparentemente innocui in strumenti di esclusione e violenza. Il culmine, la marcia che culmina nei rumori della guerra vuole ricordare che la distanza tra una scena attraente e il pericolo di un regime autoritario è talvolta molto breve.
Il pubblico, una volta assegnato a una tribuna, diventa parte integrante della macchina scenica sperimentando in tempo reale la tensione tra fascino e minaccia.



