Il Switzerland Literary Prize 2026 ha celebrato una serata di grande rilievo culturale nella suggestiva cornice del Teatro Art Lux di Massagno, a Lugano. Tra gli autori premiati, il ricercatore e saggista abruzzese Massimo Santilli ha ricevuto il Premio della Giuria per il suo volume Sirente, sconosciuto stupore (Una montagna d’Abruzzo e la sua valle).
La cerimonia, organizzata dall’Associazione Culturale Pegasus ha riunito personalità del panorama letterario internazionale, giornalisti e rappresentanti di istituzioni culturali. Oltre al riconoscimento a Santilli, l’evento ha onorato il giornalista Marcello Foa con il premio alla carriera e ha visto la vittoria assoluta dello scrittore yemenita Vincent Lee. L’intera manifestazione ha sottolineato l’importanza della letteratura come veicolo di memoria collettiva e di promozione territoriale.
Il volume che ha catturato la giuria svizzera
Il libro di Santilli, pubblicato da Edizioni Menabò – D’Abruzzo e arricchito dalla prefazione di Dacia Maraini offre una narrazione organica di un’area poco conosciuta dell’Appennino centrale: il Monte Sirente e la Valle Subequana. Frutto di decenni di ricerche sul campo, il saggio intreccia fonti storiche, testimonianze orali, documenti inediti e approfondimenti geografici, dipingendo un quadro vivo di tradizioni, biodiversità e resilienza delle comunità locali.
Sostegno istituzionale e progetto Civitas Superequani
La realizzazione del volume è stata possibile grazie al contributo dei 10 comuni dell’Unione Montana Sirentina nonché al supporto della Fondazione Carispaq e della Fondazione Hubruzzo insieme ad altri sponsor regionali. Il lavoro si inserisce nel più ampio programma di valorizzazione territoriale promosso da Civitas Superequani che prevede anche la creazione di una cartina letteraria e la produzione di un documentario dedicati al massiccio di Sirente.
Presentazione a Roma e ulteriori iniziative
Prima di giungere a Lugano, il saggio è stato presentato a Roma presso Palazzo Valentini nell’ambito dell’iniziativa promossa da Civitas Superequani. L’evento romano ha offerto al pubblico un’occasione per approfondire le tematiche storiche e ambientali trattate nel libro, rafforzando il legame tra la capitale e le realtà montane dell’Abruzzo.
Durante la premiazione, Santilli ha dichiarato: “Questo premio rappresenta un riconoscimento non soltanto per il libro, ma per l’intero territorio che esso racconta.” Ha aggiunto che l’obiettivo è sempre stato quello di promuovere la conoscenza del Sirente e della Valle Subequana, evidenziandone storia, peculiarità culturali e potenzialità future. L’apprezzamento della giuria internazionale conferma che una narrazione radicata in una dimensione locale può parlare efficacemente a un pubblico globale.
L’ottenimento del Premio della Giuria pone il volume di Santilli al centro di un dibattito più ampio sulla valorizzazione dei territori poco conosciuti, dimostrando come la letteratura possa fungere da strumento di tutela della memoria, di sviluppo sostenibile e di attrazione turistica per le aree montane dell’Italia centrale.



