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Recupero alle Maldive: come procede la ricerca dei sub italiani

Le operazioni di search & recovery alle Maldive continuano: i corpi dei sub italiani sono stati localizzati in una cavità remota e squadre internazionali lavorano per recuperarli con procedure complesse

Recupero alle Maldive: come procede la ricerca dei sub italiani

Alle Maldive è in corso una complessa operazione di recupero dopo la tragedia che ha coinvolto un gruppo di subacquei italiani. La missione, coordinata con il supporto di squadre internazionali e dalle autorità locali, ha permesso di individuare i corpi nel terzo segmento della grotta nel sito di immersione vicino all’atollo Vaavu. Il 18 maggio 2026 le ricerche sono riprese con l’arrivo di specialisti attrezzati per interventi in ambienti ipercritic i, che hanno iniziato le immersioni tecniche necessarie per riportare le salme in superficie.

Come si svolge l’operazione di recupero

La fase di recupero è stata eseguita da un team di subspeleologi finlandesi appartenenti alla Dan Europe, che si sono immersi con equipaggiamenti specifici come il rebreather, scooter subacquei e miscele tecniche come il trimix. Secondo i comunicati, i primi due corpi recuperati sono stati trasportati a bordo delle unità della Guardia Costiera e movimentati con barelle per preservare la dignità delle vittime. Il gruppo operativo ha seguito protocolli di decompressione prolungata per garantire la sicurezza degli operatori: questi passaggi sono fondamentali quando si lavora a profondità importanti e in una grotta sommersa.

Localizzazione e condizioni del sito

I soccorritori hanno trovato i quattro sub italiani riuniti nella parte più remota della cavità esplorativa. L’accesso al terzo segmento della grotta presenta rischi elevati per via degli stretti passaggi e delle correnti: per questo motivo l’intervento richiede personale specializzato in speleo subacquea e attrezzature avanzate. Le condizioni meteorologiche e del mare vengono monitorate continuamente, perché eventuali variazioni potrebbero costringere a sospendere temporaneamente le operazioni.

Le persone coinvolte e lo stato dei recuperi

Le vittime identificate nella grotta sono Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri. Il corpo di Gianluca Benedetti era stato già recuperato in una fase precedente delle ricerche. Il team finlandese che ha operato sul posto è composto da Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist: i soccorritori hanno espresso cordoglio verso le famiglie e chiesto rispetto per la riservatezza delle operazioni, sottolineando che il lavoro di recupero coinvolge decine di persone tra operatori locali e internazionali.

Movimentazione delle salme e supporto istituzionale

Dopo il recupero, le salme sono state trasferite con cura su barelle e imbarcate sulle unità della Guardia Costiera; successivamente verranno portate a Malé in vista dei passaggi burocratici e dei trasporti verso l’Italia. La Farnesina e l’ambasciata italiana hanno fornito supporto logistico e assistenza alle famiglie, mentre le autorità maldiviane hanno agevolato le attività di ricerca e la lunga fase di decompressione necessaria per la sicurezza degli operatori.

Inchiesta giudiziaria e reazioni delle famiglie

Parallelamente alle operazioni tecniche, è stata avviata un’indagine: la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per ipotesi di omicidio colposo e ha annunciato l’intenzione di disporre autopsie sui corpi al rientro in Italia. Le autorità stanno inoltre verificando la regolarità dei permessi legati alle immersioni, dopo segnalazioni che potrebbero aver portato al blocco temporaneo di alcune imbarcazioni per consentire gli accertamenti. Queste attività investigative mirano a chiarire dinamiche e responsabilità della tragedia.

Parole delle famiglie

Le reazioni dei parenti sono state di profondo dolore e di richiesta di chiarezza. Carlo Sommacal, marito di Monica e padre di Giorgia, ha detto di voler conservare il ricordo dei momenti felici e ha espresso la difficoltà a gestire l’attesa del ritorno delle salme; i genitori di Federico, tramite il loro legale Antonello Riccio, hanno definito il ritrovamento un primo, seppur drammatico, sollievo perché finalmente avranno una certezza su cui elaborare il lutto. Le famiglie chiedono rispetto e tempi per elaborare quanto accaduto.

Le operazioni di recupero continueranno nei giorni successivi, compatibilmente con le condizioni marine e meteorologiche. Il coordinamento tra enti internazionali, forze dell’ordine e autorità maldiviane rimane cruciale per completare le attività in sicurezza e per permettere alle famiglie delle vittime di avere risposte quanto prima. L’attenzione rimane alta sul piano tecnico, sanitario e giudiziario mentre il paese e la comunità subacquea seguono gli sviluppi con apprensione.

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