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Snam a Sulmona: zero occupazione locale e gestione da remoto

La costruzione della centrale Snam a Sulmona ha deluso le promesse di occupazione locale, con zero imprese coinvolte dalla città e gestione da remoto.

Snam a Sulmona: zero occupazione locale e gestione da remoto

La costruzione della centrale Snam a Case Perte nei pressi di Sulmona ha sollevato grandi aspettative per l’economia locale. Tuttavia, i fatti raccontano una storia diversa. Secondo il Coordinamento Per il Clima – Fuori dal Fossile la realtà è ben lontana dalle promesse iniziali.

La Snam ha affidato i lavori a due principali appaltatori: la multinazionale tedesca Max Streicher e l’italiana Romana Costruzioni. Questi, a loro volta, hanno subappaltato i lavori a 42 imprese ma con un dettaglio sorprendente: nessuna di queste imprese è di Sulmona.

Le imprese coinvolte e l’assenza di quelle locali

Le 37 imprese che lavorano in subappalto per la Max Streicher provengono da diverse regioni d’Italia, ma solo 7 sono abruzzesi. Tra queste, solo una è della Valle Peligna. Le altre 5 imprese che lavorano in subappalto per la Romana Costruzioni sono distribuite in modo simile, con solo una della Valle Peligna e nessuna di Sulmona.

Questo scenario contrasta nettamente con le promesse di lavoro locale che erano state fatte. Le imprese coinvolte provengono da località come Milano, Brescia, Venezia, Parma, e altre, ma non da Sulmona, la città che subisce l’impatto diretto dell’opera.

La gestione da remoto e l’assenza di benefici locali

La situazione non migliora con la gestione della centrale. Come le altre 13 centrali già operative anche quella di Sulmona sarà gestita da remoto da San Donato Milanese. Solo 8-12 tecnici della Snam lavoreranno a rotazione, senza una presenza stabile in città.

Questo significa che, nonostante le promesse di sconti in bollettametano per il nucleo industriale e compensazioni economiche la realtà è ben diversa. Il sindaco Tirabassi ha continuato a considerare la questione come un affare personale, senza coinvolgere la cittadinanza.

Le critiche del Coordinamento Per il Clima – Fuori dal Fossile

Mario Pizzola, del Coordinamento Per il Clima – Fuori dal Fossile, ha espresso forte critica nei confronti dell’Amministrazione comunale. Secondo Pizzola, il Comune ha tenuto la bocca cucita sulle conseguenze ambientali e archeologiche della costruzione della centrale, come il taglio di oltre 300 alberi di ulivo e la distruzione di un importante corridoio faunistico dell’orso bruno marsicano.

Pizzola ha anche sollevato dubbi sulla competenza del Tar Abruzzo e del Tar del Lazio sottolineando che il processo giudiziario è stato lungo e inefficace. Secondo lui, la Snam ha raggiunto il suo scopo: quando il Tar del Lazio si pronuncerà, la centrale sarà già in esercizio.

La gestione da remoto e l’assenza di imprese locali rendono evidente che le promesse iniziali erano solo chiacchiere.

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