L’Aquila si conferma capitale europea della ricerca sul tartufo con il secondo convegno internazionale ospitato dal 2 al 5 settembre 2026 presso il Rettorato dell’Università degli Studi dell’Aquila nello storico Palazzo Camponeschi. L’evento, organizzato dal Dipartimento MeSVA con il patrocinio della Regione Abruzzo ha riunito oltre 50 ricercatori e operatori del settore provenienti da sette Paesi europei.
Il convegno rappresenta un’opportunità unica per confrontarsi su tematiche cruciali come la tutela degli ecosistemi tartufigeni la biodiversità e le prospettive di sviluppo del comparto. Un’occasione per esplorare le sfide e le opportunità di un settore in continua evoluzione.
La Regione Abruzzo e il valore del tartufo
Il vicepresidente della Giunta regionale con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente ha sottolineato l’importanza strategica del tartufo per il territorio abruzzese: “Come Regione Abruzzo stiamo dedicando grande attenzione al comparto tartuficolo, perché il tartufo rappresenta una risorsa importante per il territorio, l’economia e soprattutto per le aree interne.”
L’Abruzzo, con il 40% del territorio regionale ricadente in aree protette, ha messo in campo strumenti come le carte tartufigene per individuare e valorizzare le aree vocate. Inoltre, è stato lanciato un bando per il 2026 che destina 50 mila euro ai Comuni per attività di tutela, promozione e divulgazione. A queste risorse si aggiungono 1 milione di euro dell’intervento SRD05 del CSR Abruzzo 2023-2027 per interventi di forestazione e sistemi agroforestali.
La Fiera Internazionale del Tartufo d’Abruzzo e il riconoscimento Unesco
Da quattro anni, la Regione Abruzzo investe nella promozione del tartufo attraverso la Fiera Internazionale del Tartufo d’Abruzzo. “La collaborazione con l’università può offrire strumenti concreti per tutelare gli ecosistemi, innovare la filiera e creare nuove opportunità”, ha aggiunto Imprudente.
Un riconoscimento importante è arrivato nel 2021 con il riconoscimento Unesco della cerca e cavatura del tartufo in Italia come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Questo convegno rappresenta un ulteriore passo avanti nella valorizzazione di una tradizione che è parte integrante del patrimonio culturale italiano.
Il cambiamento climatico e le sfide future
Il docente Marco Leonardi ha evidenziato come il convegno affronti tematiche cruciali come il cambiamento climatico e le sue implicazioni per il settore tartuficolo. “Il cambiamento climatico è una grossa problematica che, malgrado le sollecitazioni che il mondo scientifico da anni fa, manifesta i suoi effetti nefasti.”
Durante il convegno, sono state presentate 34 relazioni orali che affrontano tutti gli aspetti della scienza del tartufo: ecologia ed ecosistemi tartufigeni, coltivazione, comunità microbiche e animali micofagi, tassonomia e diversità, paesaggio e turismo, qualità del prodotto e sicurezza alimentare. Un programma pensato per favorire il confronto tra ricercatori, professionisti e portatori di interesse.
La giornata conclusiva del convegno, sabato 5 settembre, prevede un’escursione in una tartufaia naturale di tartufo bianco pregiato nei pressi di Tagliacozzo. Un’occasione per osservare direttamente l’habitat e le dinamiche ecologiche che caratterizzano una delle specie più preziose del territorio abruzzese.
“Ricerca, tutela dei territori e valorizzazione della filiera – conclude Imprudente – sono elementi fondamentali per costruire il futuro del tartufo abruzzese.”



