3 Ottobre 2026 ☁ 10°

Il furto dell’aquila simbolo degli alpini a Torre: un atto vandalico senza senso

L'aquila simbolo degli alpini è stata rubata dal cippo della Bastia del castello a Torre. Un gesto vandalico che ha ferito la memoria storica e la comunità.

Il furto dell’aquila simbolo degli alpini a Torre: un atto vandalico senza senso

Un gesto vandalico ha colpito il cippo delle Penne nere alla Bastia del castello di Torre. L'Aquila simbolo degli alpini, un’icona di memoria e tradizione, è stata rubata durante la notte, lasciando un vuoto profondo nella comunità.

Ervino Mucignat, capogruppo degli Alpini di Torre, ha scoperto l’amara sorpresa durante una visita mattutina. L'Aquila, realizzata in ferro ottonato, non ha un valore materiale significativo, ma rappresenta un legame storico e affettivo con la comunità e i Caduti.

Un simbolo strappato alla memoria

L'Aquila non è solo un oggetto, ma un simbolo che incarna la storia degli Alpini e il loro legame con la comunità. Mucignat ha espresso la sua amarezza e delusione, sottolineando che chi ha commesso questo gesto non può ricavarne alcun beneficio materiale.

“Non so dire se i responsabili di questo fatto mi facciano più rabbia o più pena”, ha dichiarato Mucignat. “Non possono davvero farci nulla con quell’aquila. Il suo valore è praticamente zero. È proprio un dispetto fine a se stesso.”

La Bastia del castello: un luogo di aggregazione

Il legame degli Alpini con la Bastia del castello è profondo e radicato. Il Comune ha affidato al gruppo una parte degli spazi dell’area, e le Penne nere sono state tra i protagonisti del recupero dell’ex PnBox, insieme ad altre associazioni di Torre.

Nel 2017 sono partiti i lavori per riportare a nuova vita i locali, e nel 2018 è stata inaugurata la nuova sede del Gruppo Alpini Rionale di Torre. Questo intervento ha trasformato gli spazi in un luogo di aggregazione per il quartiere e per la città, con gli Alpini impegnati nella gestione e nella cura della struttura.

Le criticità della zona

Tuttavia, la situazione fuori dagli spazi utilizzati dalle associazioni è diventata difficile da gestire, soprattutto quando le attività cessano nel tardo pomeriggio. Con il calare del buio, la Bastia è diventata un punto di ritrovo per gruppetti di persone che approfittano dell’oscurità e della posizione defilata per bivaccare, bere e lasciare rifiuti.

“Troviamo per terra di tutto”, ha spiegato Mucignat. “Di giorno c’è movimento, ma calato il sole ci vanno solo loro. Con il buio quella zona diventa praticamente una zona franca.”

L’appello alla comunità

Di fronte a questo gesto vandalico, Mucignat ha deciso di presentare denuncia in Questura, anche se sa che le telecamere in zona sono assenti. Prima della denuncia formale, ha lanciato un appello sui social media, rivolto direttamente ai responsabili, invitandoli a restituire l’aquila.

“Ragazzi, fate i bravi. Se non l’avete già buttata nel Noncello, con l’aiuto del buio come siete abituati, riportatecela”, ha scritto Mucignat. Un appello dai toni amareggiati ma anche quasi paterni, nel quale invita i ragazzi a riflettere sul rispetto per i simboli e la memoria della comunità.

Il gruppo Alpini, costituito nel 1962, non intende arrendersi. L’auspicio è che l’aquila rubata possa tornare al suo posto, ma in caso contrario, sono già pronti a far realizzare una nuova aquila. Perché il cippo senza di lei rimarrebbe orfano di uno dei simboli dell’alpinità, che invece vanno tramandati nonostante tutto.

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