Negli ultimi giorni a Sulmona molti residenti delle zone prossime alla discarica di Noce Mattei hanno denunciato persistenti esalazioni maleodoranti e fastidi fisici che rendono difficile la vita quotidiana. Il fenomeno è particolarmente concentrato nell’area di Le Marane dove segnalazioni parlano anche di episodi di bruciore al naso e alle labbra; le lamentele hanno riacceso il dibattito politico in Consiglio comunale, con la minoranza che ha sollecitato risposte e verifiche approfondite.
Controlli ARPA e il dubbio sulla fonte delle emissioni
Secondo le verifiche svolte da ARPA presso l’impianto e la discarica, non sarebbero emerse criticità, guasti o inosservanze delle prescrizioni. Tuttavia, i cittadini continuano a percepire odori intensi e persistenti, e la contraddizione tra rilievi tecnici ufficiali e la realtà percepita ha generato interrogativi: se non ci sono anomalie allora da dove provengono gli odori che la popolazione continua quotidianamente a percepire? La domanda è stata ripetuta in varie comunicazioni pubbliche e costituisce il fulcro delle richieste rivolte alle autorità competenti.
Dubbi tecnici e possibili ambiti di indagine
I gruppi di opposizione sottolineano la necessità di esaminare in dettaglio componenti specifiche dell’impianto, come il sistema di captazione e gestione del biogas oltre ad altre possibili sorgenti interne o esterne alla discarica. La richiesta non è generica: si chiede che ogni elemento venga verificato per escludere o identificare cause reali delle emissioni. Per la popolazione coinvolta è inaccettabile ricevere solo rassicurazioni verbali quando la percezione dell’ambiente domestico resta compromessa.
Richieste formali della minoranza e diritto all’informazione
In una nota firmata dai gruppi di minoranza in Consiglio comunale si legge: “Abbiamo già sollecitato gli enti competenti e continueremo a farlo“; la sollecitazione riguarda accertamenti approfonditi e continuativi con particolare attenzione ai momenti in cui le esalazioni appaiono più intense. Viene inoltre chiesta la formalizzazione e la pubblicazione degli esiti dei controlli, perché i cittadini possano disporre di dati concreti e non basarsi soltanto su rassicurazioni non documentate.
La nota insiste su un principio ritenuto fondamentale: “I cittadini di Le Marane e delle zone interessate hanno diritto a vivere senza essere costantemente costretti a sopportare esalazioni insopportabili“. Il richiamo al diritto alla salute e a un’informazione trasparente è al centro della mobilitazione politica, che non vuole alimentare allarmismi ma pretende risposte documentate e tempestive.
Trasparenza dei risultati e intensificazione dei monitoraggi
I consiglieri di opposizione chiedono che, se i controlli non individuano la causa delle emanazioni, gli accertamenti non vengano interrotti, ma anzi intensificati. La posizione ufficiale esprime la volontà di vigilare fino a quando non sarà fatta piena luce sulla questione: “se non ci sono anomalie, da dove provengono gli odori che i cittadini continuano quotidianamente a percepire?”. L’appello è a che ogni misura analitica sia accessibile alla comunità, affinché dati e rilievi possano essere confrontati pubblicamente.
La vicenda ha riportato al centro del dibattito locale non solo il tema specifico delle emissioni, ma anche questioni più generali legate alla gestione degli impianti, al monitoraggio ambientale e alla responsabilità delle istituzioni nel garantire condizioni abitative salubri. Per ora, la richiesta principale rimane chiara e ripetuta: ottenere risposte serie, documentate e tempestive, evitando minimizzazioni e risposte di circostanza.



