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Ascolto protetto per minore: il ruolo cruciale della psicologa nell’inchiesta aquilana

Un professionista aquilano di 50 anni è al centro di un'inchiesta per presunti abusi sul figlio minorenne. La psicologa Gabriella Micolucci valuterà la capacità testimoniale del bambino.

Ascolto protetto per minore: il ruolo cruciale della psicologa nell’inchiesta aquilana

Un’inchiesta delicata è in corso a L'Aquila, dove la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo contro un professionista locale di 50 anni. L’accusa riguarda presunti abusi nei confronti del figlio minorenne, un bambino di soli cinque anni. La vicenda, che ha scosso la comunità, ruota attorno alla richiesta di un incidente probatorio per ascoltare il piccolo in un ambiente protetto.

Prima di procedere con l’ascolto, il Tribunale deve accertare se il minore sia in grado di rendere una testimonianza attendibile. Il giudice per le indagini preliminari, Marco Billi, ha affidato l’incarico alla dottoressa Gabriella Micolucci, psicologa e psicoterapeuta di Giulianova con esperienza in psicologia giuridica. La specialista dovrà valutare la capacità del bambino di comprendere, ricordare e riferire i fatti in modo compatibile con le garanzie richieste dalla legge.

La valutazione psicologica: un passaggio cruciale

La consulenza della dottoressa Micolucci rappresenta un passaggio fondamentale nell’inchiesta. La discussione davanti al gip è stata rinviata a dicembre, quando le parti torneranno in aula per conoscere gli sviluppi dell’incidente probatorio e le conclusioni della specialista. Solo dopo questa valutazione il Tribunale potrà decidere se procedere con l’audizione protetta del bambino nella stanza appositamente realizzata all’interno del Palazzo di giustizia.

L’indagine è partita da un esposto presentato dalla moglie del professionista, assistito dall’avvocato Romeo Prosciutti del Foro dell’Aquila. Nella denuncia vengono citati presunti episodi avvenuti circa cinque mesi fa all’interno dell’ambiente familiare. La Procura ha avviato gli accertamenti che hanno portato all’iscrizione dell’uomo nel registro degli indagati e alla richiesta di incidente probatorio. L’ipotesi contestata è quella di violenza sessuale aggravata nei confronti del figlio minorenne.

Il contesto familiare e le sfide investigative

In casi come questo, il clima familiare e il rapporto di coppia possono giocare un ruolo cruciale. Spesso, un bambino di cinque anni può avere una percezione distorta dei fatti, influenzata dall’ambiente domestico. È compito degli esperti e dell’autorità giudiziaria distinguere, con il massimo rigore tecnico e probatorio, gli elementi emersi dagli accertamenti da ogni altra ricostruzione.

L’incidente probatorio viene utilizzato proprio per evitare che un minore sia sottoposto a ripetute audizioni e per cristallizzare un’eventuale testimonianza in un ambiente protetto. Questo metodo tutela l’equilibrio psicologico del bambino e, al tempo stesso, garantisce le garanzie della difesa. La prossima udienza di dicembre segnerà un momento cruciale dell’inchiesta: dalla valutazione sulla capacità testimoniale del bambino dipenderà uno degli elementi di prova più rilevanti dell’intero procedimento.

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