La vertenza Tecnocall ha raggiunto un punto cruciale con una riunione tenutasi a Palazzo Margherita d’Austria, a L’Aquila. Al centro del dibattito, i 59 esuberi annunciati a partire dal 31 marzo 2027 che hanno acceso i riflettori sul ruolo di Hera committente dei servizi gestiti dal call center.
Francesco Ranalletta, direttore generale di Tecnocall, e Fabio Frullo, consigliere comunale e delegato dal sindaco al lavoro e crisi occupazionali, hanno discusso le possibili soluzioni per mitigare l’impatto occupazionale. La società ha mostrato disponibilità a esplorare alternative gestionali, ma il destino dei 59 posti di lavoro dipende dalle decisioni di Hera.
Il ruolo cruciale di Hera nella vertenza Tecnocall
Durante l’incontro, è emerso chiaramente come il mantenimento dei livelli occupazionali sia strettamente legato alle scelte operative di Hera. La multiservizi, infatti, potrebbe reindirizzare una nuova commessa verso il sito produttivo di Tecnocall o prolungare i volumi di quella attuale. Questa strategia è vista come la soluzione più efficace per garantire la salvaguardia integrale dei 59 posti di lavoro a rischio.
Fabio Frullo ha ribadito la necessità di lavorare su Hera per stornare un’altra commessa, una mossa che potrebbe fare la differenza per i dipendenti di Tecnocall. La riunione ha gettato le basi per i prossimi incontri tecnici, dove si definiranno le tutele per i lavoratori coinvolti.
Le prospettive future e gli obiettivi della vertenza
L’obiettivo primario della vertenza rimane la salvaguardia dei 59 posti di lavoro un traguardo che dipende in gran parte dalle decisioni di Hera sull’assegnazione delle gare e dei volumi di traffico. Francesco Ranalletta e Fabio Frullo intendono percorrere questa strada nei prossimi incontri, con l’obiettivo di trovare una soluzione che possa garantire la stabilità occupazionale.
La riunione a Palazzo Margherita d’Austria ha rappresentato un passo importante verso la risoluzione della vertenza, ma il futuro dei 59 dipendenti di Tecnocall è ancora appeso a un filo. Le prossime settimane saranno decisive per capire se Hera accetterà di reindirizzare una nuova commessa o prolungare quella attuale, due scelte che potrebbero fare la differenza per il destino di questi lavoratori.



