11 Settembre 2026 ☁ 19°

Riforma elettorale in Abruzzo: il M5S attacca la proposta di Marsilio

I consiglieri regionali Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini del Movimento 5 Stelle hanno presentato 375 emendamenti alla riforma elettorale proposta da Marsilio, criticando una legge che, a loro avviso, favorisce le aree più popolose e penalizza i territori meno densamente abitati.

Riforma elettorale in Abruzzo: il M5S attacca la proposta di Marsilio

In un contesto di crisi sanitaria e difficoltà economiche l’Abruzzo si trova a discutere una riforma elettorale che ha acceso gli animi in Consiglio regionale. Il Movimento 5 Stelle attraverso i suoi rappresentanti Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini ha depositato ben 375 emendamenti alla proposta di modifica della legge elettorale regionale voluta dal presidente Marsilio.

Una riforma elettorale controversa

La proposta di riforma elettorale, secondo i consiglieri pentastellati, non risponde alle esigenze reali degli abruzzesi, ma sembra piuttosto un tentativo di stravolgere le regole del gioco a vantaggio della maggioranza al potere. “Mentre l’Abruzzo affronta una sanità in affanno, tasse più alte, una crisi industriale sempre più grave, la fuga dei giovani e il progressivo impoverimento delle aree interne”, osservano Taglieri e Alessandrini, “Marsilio considera prioritaria la legge elettorale.”

Le criticità del collegio unico regionale

Uno degli aspetti più controversi della riforma è l’introduzione del collegio unico regionale che cancellerebbe le quattro circoscrizioni provinciali esistenti. Secondo i consiglieri del M5S, questa modifica eliminerebbe la garanzia di una rappresentanza equilibrata dei territori favorendo le aree a maggiore densità di popolazione e penalizzando quelle meno popolose.

“Con il collegio unico”, spiegano Taglieri e Alessandrini, “chiunque voglia candidarsi sarà costretto a condurre una campagna elettorale da un capo all’altro dell’Abruzzo. Saranno favoriti gli uscenti, i candidati sostenuti dagli apparati di partito e coloro che possono investire ingenti risorse economiche.” Inoltre, la terza preferenza, presentata come uno strumento di maggiore partecipazione, rischierebbe di trasformarsi in un moltiplicatore di cordate e accordi incrociati.

Le conseguenze per la rappresentanza politica

La riforma elettorale proposta da Marsilio comporterebbe anche una riduzione del ruolo delle opposizioni. Attualmente, la maggioranza in Consiglio regionale è composta da 18 membri contro i 13 dell’opposizione. La proposta di riforma eliminerebbe il tetto massimo dei seggi attribuibili alla coalizione vincente, aprendo la possibilità di una maggioranza ancora più ampia e comprimendo ulteriormente lo spazio delle opposizioni.

“Il disegno politico appare chiaro”, affermano i consiglieri del M5S. “Concentrare la competizione, favorire chi controlla maggiori risorse e reti territoriali, ridurre il peso delle aree meno popolose e ampliare lo spazio della coalizione vincente.” Secondo Taglieri e Alessandrini, Marsilio sta tentando di trasformare una legge elettorale equilibrata in un abito cucito su misura per sé e per la sua coalizione.

La risposta del Movimento 5 Stelle

Di fronte a questa situazione, il Movimento 5 Stelle ha deciso di presentare 375 emendamenti per contrastare la riforma elettorale in commissione e in Aula. “Non ci sarà alcuna apertura, nessuna scorciatoia e nessun accordo al ribasso”, dichiarano i consiglieri. “La rappresentanza dei territori e il pluralismo del Consiglio regionale non possono diventare merce di scambio nella partita personale di Marsilio nelle destre abruzzesi, per il 2029.”

La battaglia per la riforma elettorale in Abruzzo è solo all’inizio, e le prossime settimane saranno cruciali per capire quale sarà il futuro della rappresentanza politica nella regione.

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