Un nuovo capitolo sta per iniziare per una famiglia anglo-australiana. Dopo circa dieci mesi di separazione, i tre fratellini potranno finalmente rivedere i genitori e tornare nel loro casolare a Palmoli. La decisione è arrivata dai giudici minorili dell’Aquila, che hanno disposto un riavvicinamento graduale del nucleo familiare.
Martedì, i piccoli lasceranno la casa protetta di Vasto, dove sono stati ospitati dopo la sospensione della responsabilità genitoriale, per recarsi a Palmoli. Accompagnati da un’assistente sociale e da un interprete, visiteranno la casa messa a disposizione dal Comune e potranno tornare nel casolare che chiamano Amelia dove li aspettano gli animali che ritraggono nei loro disegni.
Il percorso di riavvicinamento e la scuola pubblica
La proprietà è stata recintata per proteggere i bambini da sguardi indiscreti e garantire la riservatezza. Un passo importante sarà l’iscrizione alla scuola pubblica Giuseppe Peluzzo a Vasto, dove i bambini frequenteranno fino alle ore 13. I due gemelli, iscritti in seconda primaria, potrebbero essere separati; la primogenita andrà in quarta. Questo passaggio segna il loro ingresso in un ambiente scolastico completamente nuovo, dopo l’istruzione parentale prima con la madre e poi con la maestra in comunità.
Martina Aiello, psicologa e consulente di parte, afferma che le radici affettive e identitarie non si sono perse. Anzi, sono particolarmente salde. Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente di parte, sottolinea che finalmente mi sembra che sia stato messo nel mirino l’obiettivo giusto, cioè il rientro progressivo dei bambini in famiglia. Tuttavia, Cantelmi evidenzia un paradosso: anche questi incontri, che avverranno nell’intimità della famiglia, dovranno essere sorvegliati da una educatrice.
Le sfide emotive e il progetto educativo
I bambini affronteranno passaggi che potrebbero rappresentare un carico emotivo importante. Quello che è avvenuto ha spezzato legami, creato fratture e fatto perdere consuetudini: c’è da recuperare una quotidianità e una nuova trama esistenziale per questa famiglia conclude Cantelmi.
Intanto, l’avvocato Simone Pillon, difensore della famiglia, ha depositato reclamo alla Corte di Appello contro il provvedimento del Tribunale minorile. Ha chiesto l’immediato rientro in famiglia dei piccoli e l’ammissione del progetto educativo di homeschooling, supportato da programmi dettagliati e affidato ai due insegnanti messi a disposizione dal Comune. Si tratta di 66 pagine nelle quali si insiste per la declaratoria di nullità della Ctu, si rappresenta l’omissione da parte del Tribunale di ogni valutazione relativa ai rischi per la salute dei bambini dovuti al permanere del collocamento extrafamiliare e si lamenta la ingiustificabile compressione del diritto dei genitori alla libertà di istruzione e di educazione afferma Pillon.
Pillon ha anche censurato il Bias che sembra aver intrappolato il primo giudice in una narrazione dei fatti non sempre corrispondente alla realtà e ha sottolineato la difficile applicazione pratica del provvedimento. Sotto il profilo procedurale, è stata chiesta la discussione del reclamo mediante udienza con la presenza delle parti.



