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Scuola: tra docenti precari e edifici a rischio, l’avvio dell’anno scolastico

L'anno scolastico 2026-2027 inizia con numerose sfide: docenti precari, edifici scolastici a rischio e carenze di personale Ata.

Scuola: tra docenti precari e edifici a rischio, l’avvio dell’anno scolastico

L’anno scolastico 2026-2027 è ufficialmente iniziato in tutta Italia, ma non senza sfide e criticità. Con l’inizio delle lezioni, che si sono susseguite tra il 7 e il 17 settembre, emergono problemi strutturali e organizzativi che mettono a dura prova il sistema scolastico.

Le prime campanelle hanno suonato il 7 settembre a Bolzano, seguite dal Veneto, Valle d’Aosta e Trento il 10 settembre. Da domani, 14 settembre, torneranno in classe gli studenti di Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Umbria e Lombardia. Il 15 settembre sarà la volta di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana, mentre Abruzzo, Basilicata e Sardegna riprenderanno il 16 settembre. La Puglia chiuderà la serie il 17 settembre.

Docenti e personale Ata: una situazione critica

Nonostante le assunzioni di 37.430 docenti e la copertura di circa 118.000 supplenze i sindacati denunciano una situazione preoccupante. Oltre 200.000 docenti precari e il caro vita costringono molti supplenti del Sud e del Centro Italia a rinunciare a incarichi al Nord.

La situazione è ancora più critica per il personale Ata (ausiliario, tecnico e amministrativo). In ogni istituto potrebbero mancare dalle tre alle sei unità di personale Ata. Il segretario della Flc Cgil Firenze, Emanuele Rossi, ha segnalato casi di scuole con tre amministrativi mancantiun tecnico di laboratorio e due collaboratori scolastici in part-time.

Le difficoltà di copertura delle supplenze

Le convocazioni per le supplenze sono iniziate il 9 e 10 settembre, ma i nominativi disponibili sono inferiori ai posti da coprire. Le scuole devono quindi attingere alle graduatorie d’istituto, ma molti lavoratori rifiutano le supplenze, soprattutto nelle aree montane e negli istituti con plessi dislocati, a causa dei costi di trasporto e degli affitti insostenibili.

Edifici scolastici: un patrimonio a rischio

La sicurezza degli edifici scolastici è un’altra grande preoccupazione. Secondo i dati di Cittadinanzattiva, dal settembre 2025 ad agosto 2026 si sono verificati 68 crolli nelle scuole, con 12 persone ferite. Il 44% delle scuole italiane si trova in aree ad elevata sismicità, il 19% in aree a pericolosità idraulica e 5.113 edifici sono in zone a rischio frana.

Il cambiamento climatico rappresenta un’ulteriore minaccia: solo il 7,4% delle scuole dispone di sistemi di condizionamento o ventilazione. Inoltre, oltre la metà degli edifici scolastici non possiede il certificato di agibilità, che attesta la sicurezza e la salubrità degli ambienti.

L’amianto e le disparità regionali

La presenza di amianto nelle scuole è un problema diffuso. L’Inail stima che oltre 14.000 edifici scolastici potrebbero essere a rischio. Le disparità regionali sono evidenti: in Valle d’Aosta l’87,8% degli edifici ha il certificato di agibilità, mentre nel Lazio la percentuale scende al 13%.

Nel Verbano Cusio Ossola, l’inizio delle lezioni è stato segnato da un calo demografico che ha ridotto il numero di studenti da 17.636 dello scorso anno a 17.280 quest’anno. Nonostante ciò, le cattedre non sono ancora tutte coperte, soprattutto nella scuola primaria e per il sostegno.

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