In un momento in cui gli incendi boschivi stanno diventando sempre più frequenti e devastanti, Dino Pepe, consigliere regionale del Pd in Abruzzo, lancia un appello alla riflessione e all’azione concreta. Con un’esperienza diretta nel settore, avendo ricoperto la carica di assessore regionale al patrimonio forestale dal 2014 al 2019, Pepe sottolinea l’importanza di affrontare il problema con umiltà e determinazione.
L’Abruzzo, conosciuta come la Regione verde d’Europa vanta 475.000 ettari di foreste e un indice di boscosità del 44%. Questi dati, se da un lato rappresentano una ricchezza, dall’altro evidenziano la necessità di una gestione attenta e preventiva per evitare catastrofi. Pepe fa riferimento all’incendio del Morrone, riaccendersi con violenza nei giorni scorsi, come un monito per tutti coloro che hanno celebrato troppo presto i risultati ottenuti.
La critica alla politica forestale del centrodestra
Pepe critica aspramente la politica forestale del centrodestra, accusandola di mancanza di serietà e di utilizzare la soppressione del Corpo forestale dello Stato come un alibi per nascondere anni di inazione. La gestione degli incendi secondo Pepe, è ancora basata su convenzioni burocratiche e onerose con i Vigili del Fuoco, i carabinieri forestali e i volontari della protezione civile, con uno stanziamento annuo legato a un bilancio regionale che non gode di buona salute.
Questa modalità, afferma Pepe, non è più adeguata alle mutate condizioni climatiche, sempre più critiche in relazione alle possibilità di innesco e alla potenza degli incendi. La mancanza di attività di cura e manutenzione dei boschi da parte degli enti locali, dovuta alla carenza di competenze, risorse e imprese boschive qualificate, aggrava ulteriormente la situazione.
La proposta di un controllo reale del territorio
Per affrontare efficacemente il problema, Pepe propone l’attivazione di misure di coinvolgimento degli organi preposti all’emergenza, ma anche un controllo reale del territorio e delle superfici boscate. Questo permetterebbe di programmare interventi di pulizia, sfoltimento e creazione di fasce antincendio, coinvolgendo i comuni e le aziende boschive per Prevenire incendi fuori controllo.
Le risorse messe a disposizione dal CSR (ex Piano di Sviluppo rurale) regionale per la prevenzione degli incendi nella programmazione attuale sono state ridotte a soli 4 milioni di euro, sufficienti a finanziare solo 20 interventi. Una quota assolutamente insufficiente rispetto al fabbisogno. Pepe evidenzia inoltre la necessità di superare alcune barriere burocratiche per finanziare progetti realmente utili alla prevenzione di porzioni di superficie boscata.
La chiusura dei vivai forestali
Un altro problema critico è la chiusura quasi totale dei vivai forestali, necessari per la riproduzione delle piante e il loro reimpianto. Questa situazione ha ulteriormente limitato le risorse disponibili per la gestione del patrimonio boschivo. Pepe sottolinea l’importanza di costituire aziende boschive, soprattutto formate da giovani, e di sviluppare la filiera forestale. Questo trasformerebbe l’attività di manutenzione e gestione del patrimonio boschivo in un elemento di crescita economica e di difesa del territorio dagli incendi e dal dissesto idrogeologico.
La sua esperienza e la sua conoscenza del territorio rendono il suo appello particolarmente significativo e urgente.



