L’arte pubblica ha trovato a L’Aquila un nuovo protagonista: il celebre artista cinese Ai Weiwei ha presentato oggi la sua ultima opera, Figure and wheelbarrow for L’Aquila installata davanti al Palazzo dell’Emiciclo. La scultura, realizzata in acciaio con finitura bronzata, si erge a quasi tre metri di altezza e si estende per tre metri e quaranta, dominando la piazza mentre il corpo dell’artista è rappresentato mentre spinge una carriola da cantiere. L’evento è stato curato da Giacinto Di Pietrantonio e ha visto la partecipazione di autorità locali, tra cui il sindaco Pierluigi Biondi, il presidente della Fondazione Carispaq Fabrizio Marinelli e il presidente della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale Alessandra Taccone.
Inaugurazione della scultura “Figure and wheelbarrow for L’Aquila”
Il pomeriggio dell’inaugurazione si è svolto con un clima di grande partecipazione: oltre ai rappresentanti istituzionali, hanno assistito membri del Consiglio regionale d’Abruzzo, l’assessore alla Cultura Roberto Santangelo e il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. Il progetto è stato finanziato congiuntamente da Fondazione Carispaq, Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, Comune dell’Aquila, Consiglio regionale, Ance L’Aquila e il Comitato di coordinamento L’Aquila Capitale della Cultura 2026 con il supporto di Galleria Continua e dell’Associazione MU6. La cerimonia ha sottolineato l’importanza di un patrimonio culturale capace di dialogare con le sfide della ricostruzione urbana.
Il significato della carriola nella proposta di Weiwei
Durante il sopralluogo effettuato nel luglio 2025, Ai Weiwei si è fermato davanti a una serie di carriole abbandonate nei cantieri della città. La semplice attrezzatura, testimone quotidiano di un lavoro incessante, ha suscitato in lui un ricordo d’infanzia legato al padre, il poeta Ai Qing, autore di una poesia intitolata “Carriola”. L’artista ha inoltre richiamato la drammatica somiglianza tra il terremoto dello Sichuan del 2008 e il sisma del 2009 che ha devastato L’Aquila, affermando in un video-messaggio: “La mia visita a L’Aquila è stata fondamentale per comprendere quanto l’esperienza vissuta dal mio Paese nel 2008 fosse simile a quella affrontata dalla città dopo il terremoto del 2009”. La scultura così diventa un ponte tra la memoria collettiva di due terre colpite da catastrofi naturali.
Un’opera inserita nel percorso “L’Aquila Capitale della Cultura 2026”
La posa della scultura coincide con l’anno in cui L’Aquila è stata scelta come L’Aquila Capitale della Cultura 2026. In questo contesto, l’opera si colloca come continuazione della retrospettiva Aftershock al Maxxi L’Aquila, che aveva già messo in luce la profonda connessione di Weiwei con le tematiche del trauma, della verità e della ricostruzione. Le istituzioni hanno sottolineato come l’arte contemporanea possa fungere da catalizzatore sociale offrendo nuovi significati agli spazi urbani, promuovendo incontri culturali e rafforzando l’identità della città. Il simbolo della carriola è inoltre legato al movimento del 2010, quando il cosiddetto “popolo delle carriole” aveva invaso il centro storico per rimuovere simbolicamente le macerie, denunciando lo stallo dei lavori.
Collaborazione istituzionale e sostegno al progetto
Il successo dell’installazione è stato possibile grazie a una rete di partnership tra enti pubblici e privati. La Fondazione Carispaq, nella sua dichiarazione, ha evidenziato l’impegno nel sostenere iniziative che valorizzano L’Aquila attraverso l’arte contemporanea, mentre la Fondazione Terzo Pilastro ha sottolineato la necessità di un dialogo tra memoria locale e prospettiva internazionale. Il Consiglio regionale d’Abruzzo e il Comune hanno condiviso la visione di una città che, attraverso il potere simbolico dell’opera, possa raccontare al mondo la sua capacità di risorgere dalle proprie ferite, offrendo ai giovani un modello di speranza e resilienza.
Il messaggio di speranza di Weiwei per il futuro di L’Aquila
Nel suo messaggio finale, Ai Weiwei ha espresso il desiderio che la scultura diventi testimone permanente della rinascita di L’Aquila, invitando i cittadini e i visitatori a riconoscere nella figura che spinge la carriola un simbolo di memoria e di sopravvivenza. L’opera, collocata in una zona pubblica molto frequentata, è destinata a diventare un punto di riferimento per le generazioni future, ricordando che da una tragedia è possibile emergere più forti, grazie alla solidarietà, al lavoro collettivo e alla bellezza della cultura.



