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Corte d’Appello esamina i rischi della permanenza in casa famiglia

Tre bambini attendono la decisione della Corte d'Appello: la famiglia vuole l'home schooling, i servizi sociali difendono la casa famiglia.

Corte d’Appello esamina i rischi della permanenza in casa famiglia

Il Corte d’Appello ha fissato per il 3 novembre l’udienza in cui sarà esaminato il reclamo presentato dall’avvocato Simone Pillon contro il provvedimento del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila del 30 agosto. La difesa ha richiesto la presenza di tutte le parti, sostenendo che la permanenza dei tre bambini nella casa famiglia di Vasto espone i minori a gravi rischi per la salute e limita il diritto dei genitori alla libertà di istruzione e di educazione. Pillon chiede il loro immediato rientro in famiglia e l’approvazione di un progetto di homeschooling affidato a due insegnanti messi a disposizione dal Comune di Palmoli.

Domande chiave per la Corte d’Appello

Durante l’udienza la magistratura dovrà valutare se il collocamento extrafamiliare nella casa famiglia sia proporzionato rispetto alle esigenze di tutela dei minori. La difesa sostiene che la misura sia una compressione del diritto genitoriale e che possa compromettere lo sviluppo psicofisico dei fratellini, protagonisti di una vicenda che ha già attirato l’attenzione dei media. Sarà inoltre oggetto di discussione la possibilità di adottare il modello di homeschooling che la famiglia considera più adeguato al loro contesto.

Il rinvio dell’incontro del 15 settembre e le critiche sui giornalisti

Il 15 settembre era programmato un incontro fra genitori e figli nella casa messa a disposizione dal Comune, tappa fondamentale del percorso di ricongiungimento graduale disposto dai giudici minorili. I servizi sociali hanno invece posticipato l’appuntamento, citando ragioni di sicurezza e la presenza di giornalisti, e hanno poi trasferito la data a Gissi. Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli ha redatto, su richiesta di Pillon, una relazione per gli atti del procedimento. Nella relazione si specifica che l’area era transennata e i giornalisti erano stati invitati a mantenere una distanza di almeno 400 metri.

Le valutazioni dei servizi sociali

Masciulli riporta che le operatrici erano state interrogate su eventuali ulteriori accorgimenti, senza ricevere risposte. L’incontro è stato poi rimandato «sulla base di autonome valutazioni» dei responsabili dell’Ecad 14 di Monteodorisio nonostante l’assenza di persone o oggetti entro il raggio di 400 metri dalla casa. La stessa relazione è divenuta il fulcro della replica dell’avvocato Pillon ai servizi sociali, i quali, a loro volta, hanno risposto con una missiva non firmata inviata alla difesa e alla tutrice dei bambini, l’avv. Maria Luisa Palladino.

Le posizioni di avvocato Pillon e delle istituzioni

Pillon ha sottolineato che ogni corrispondenza proveniente dalla Pubblica Amministrazione deve riportare la firma del firmatario, definendo la comunicazione dei servizi sociali «infondata». Il legale respinge categoricamente l’idea che la famiglia o la difesa abbiano divulgato date e luoghi degli incontri, ribadendo che «i genitori sono i primi a tutelare la privacy dei loro figli». Riguardo ai giornalisti, Pillon fa leva sulla relazione del sindaco, che indica la presenza di diverse troupe televisive a Palmoli a partire da domenica 13.9.2026, sostenendo che solo un coordinamento con le forze dell’ordine possa garantire la privacy dei minori.

Il legale contesta inoltre la responsabilità dei servizi sociali nella gestione delle misure di tutela, affermando che «è proprio il servizio affidatario a portare l’onere di attuare in sicurezza le indicazioni del Tribunale per i minorenni». La prossima riunione fra genitori e bambini, prevista a Gissi sarà fissata dai servizi sociali, possibilmente già nella settimana successiva.

Nel frattempo, Michela Vittoria Brambilla presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, ha commentato: «I bambini della famiglia nel bosco oggi sono dei detenuti. Persino davanti alla salute dei minori questo sistema non ha preso in considerazione la necessità di farli ritornare a casa». La vicenda rimane al centro del dibattito pubblico, con la Corte d’Appello chiamata a decidere sul futuro dei tre fratellini.

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