Il 11 settembre il sindaco di Capestrano, Tonino D’Alfonso ha emanato un’ordinanza d’urgenza che dispone il taglio immediato dei pini collocati nell’area esterna del plesso scolastico “U. Migliorati” e nel parcheggio pubblico adiacente. La giustificazione fornita è una presunta minaccia alla sicurezza pubblica ma il provvedimento è stato adottato senza la consueta documentazione tecnica.
Questa decisione ha subito suscitato l’reazione di una parte consistente dell’elettorato, circa 1 000 abitanti, che ha visto nel gesto una violazione dei principi di trasparenza e tutela ambientale. Il consigliere di minoranza Alfonso D’Alfonso ha quindi presentato un’interrogazione e una diffida formale, rivolta al sindaco, al segretario comunale, al responsabile dell’Ufficio Tecnico e, per conoscenza, ai Carabinieri Forestali della stazione locale.
Ordine d’emergenza: contenuti e limiti
L’atto, presentato come ordinanza contingibile e urgente indica solo la presenza di “esemplari di pino individuati” da abbattere, senza specificare il numero preciso di alberi né i motivi fitosanitari che ne giustificherebbero la pericolosità. Mancano perizie tecniche (V.T.A.), verbali dei Vigili del Fuoco o relazioni dell’Ufficio Tecnico che attestino un rischio imminente. La normativa prevede che tale tipologia di provvedimento sia riservata a scenari imprevedibili o calamità, non a decisioni basate su valutazioni generiche.
Le contestazioni del consigliere Alfonso D’Alfonso
Il consigliere ha sottolineato l’assenza totale di dati numerici e scientifici, definendo l’ordinanza “priva di motivazione e di istruttoria”. Ha inoltre evidenziato che il semplice avvicinamento degli alberi alla scuola o al parcheggio non costituisce, di per sé, una giustificazione per un abbattimento immediato e irreversibile. Secondo lui, la decisione viola le direttive ministeriali contenute nel CAM Verde – D.M. 10 marzo che prevedono l’abbattimento solo come ultima ratio, previa valutazione di soluzioni conservative e esami strumentali.
Violazione di principi costituzionali e ambientali
Alfonso D’Alfonso richiama inoltre l’attenzione sull’ Articolo 9 della Costituzione il quale tutela l’ambiente e gli ecosistemi per le generazioni future. Il taglio dei pini, senza il rispetto delle procedure previste, rappresenterebbe un contrasto diretto a tale principio. L’operazione ricorda, a suo avviso, un precedente già verificatosi nella zona del piazzale delle ex elementari, dove erano stati rimossi alberi di rilevanza storica e biologica senza adeguate valutazioni.
Richiesta di sospensione e timori di danno erariale
Nel documento di diffida, il consigliere invoca l’articolo 21-quater della Legge 241/90 per chiedere la sospensione immediata del punto 1 dell’ordinanza, ovvero l’abbattimento. Propone di mantenere l’area transennata e interdetta fino al completamento di perizie strumentali, evitando così potenziali danni erariali derivanti dall’eventuale utilizzo di fondi pubblici per rimuovere alberi che potrebbero risultare sani. Inoltre, avverte il responsabile dell’Ufficio Tecnico dal procedere con l’affidamento dei lavori, in attesa di una valutazione tecnica completa.
Alfonso D’Alfonso conclude ribadendo che la sicurezza dei ragazzi e dei cittadini è fondamentale, ma che essa deve essere garantita attraverso perizie, manutenzione e ricerca scientifica non mediante decisioni improvvisate e ordinanze “in bianco”. La richiesta è chiara: trasparenza, numeri certi e rispetto per il patrimonio verde del comune.



