Con la primavera del 2027 alle porte, l’intera cittadinanza aquilana si prepara a votare il nuovo sindaco, a decine di anni di amministrazione guidata da Pierluigi Biondi. Il clima politico è già caldo: il centrodestra mostra segni di frizione, mentre il centrosinistra sembra ancora in fase di organizzazione. In questo scenario, il Partito Democratico di L’Aquila ha avviato, lo scorso luglio una serie di incontri con i cittadini per raccogliere proposte e definire una strategia condivisa.
L’iniziativa di Palazzo Spaventa è stata il punto di partenza di una campagna più ampia, destinata a trasformarsi in una vera e propria coalizione civica e progressista. L’obiettivo, secondo il segretario Nello Avellani è di costruire un progetto di governo che nasca dal basso e che riunisca sinistra e centro, senza imporre candidature predefinite.
Il PD di L’Aquila: una sfida con rilevanza nazionale
Avellani ha dichiarato: “Quello dell’Aquila sarà un voto fondamentale per il Partito Democratico, ma credo avrà anche una rilevanza nazionale.” Il segretario ha collegato le elezioni locali al percorso tracciato da Fratelli d’Italia dal sindaco Biondi, al presidente regionale Marco Marsilio e infine al governo di Giorgia Meloni. In questo contesto, la città diventa un termometro per misurare il gradimento del governo centrale e, auspicabilmente, per arrestare la scalata del partito di destra.
Una coalizione costruita insieme, non imposta
Il segretario ha rinforzato il messaggio di unità: “Non intendiamo imporre alle altre forze candidature o percorsi già prestabiliti, come magari è accaduto in passato, ma costruire insieme un percorso condiviso.” Nei prossimi giorni arriveranno nuove iniziative, sempre entro la cornice di Palazzo Spaventa volte a coinvolgere non solo i membri del PD ma anche le realtà civiche e i gruppi emergenti. Il programma dovrà essere scritto dal basso e condiviso ha ribadito, per garantire che tutte le anime della coalizione si riconoscano nel documento finale.
Il profilo del candidato: apertura e inclusività
Al momento non è stato ancora scelto un nome, ma il partito ha definito il profilo ideale. “Non abbiamo ancora individuato un nome, ma dobbiamo trovare una persona – uomo o donna – capace di dare riconoscimento a tutte le anime della coalizione e di far sentire incluse le forze alternative alla destra”, ha spiegato Avellani. L’idea è di evitare preclusioni e di non affrettare la scelta, mantenendo aperta la strada a una figura che possa rappresentare sia la sinistra che il centro.
Il ruolo di Il Passo Possibile
Una delle fratture storiche del centrosinistra aquilano è stata la rottura con Il Passo Possibile nel 2017. Avellani ha sottolineato che il partito intende ora includere quel movimento nella nuova alleanza: “Credo sia fondamentale che Il Passo Possibile faccia parte della coalizione di centrosinistra, della coalizione civica e progressista che stiamo immaginando.” I rapporti sono descritti come cordiali e si spera di superare le divisioni del passato per costruire un progetto comune.
Le priorità programmatiche: trasporti, ricostruzione e frazioni
Il PD ha delineato i temi su cui basare la sua alternativa all’attuale amministrazione. Il trasporto pubblico è considerato cruciale per la vivibilità della città, soprattutto per le frazioni dove gli orari sono spesso irregolari e le fermate poco servite. Il programma prevede un rafforzamento del servizio scuolabus, la creazione di parcheggi di interscambio e una rete più coordinata verso L’Aquila.
Un altro asse centrale è la ricostruzione. Dopo dieci anni di lavori, molte opere pubbliche – come il parco urbano di Piazza d’Armi e la riqualificazione di Porta Barete – risultano ancora incompiute. L’attenzione è rivolta in particolare all’edilizia scolastica dove i MUSP sono ancora in fase di consegna e le nuove scuole rischiano di arrivare solo nel 2030. L’obiettivo è chiudere la coda della ricostruzione e garantire strutture idonee per i bambini.
Le frazioni al centro del progetto
Le frazioni non devono più restare un “buco nero” nella pianificazione urbana. Il PD vuole creare spazi pubblici, migliorare la raccolta dei rifiuti e assicurare collegamenti di trasporto efficienti. “Mille di aquilani vivono nelle frazioni e devono tornare a sentirsi parte integrante della città”, ha affermato Avellani, sottolineando l’importanza di una politica urbana che non si limiti al centro storico.
Le prossime settimane saranno decisive, con nuovi incontri a Palazzo Spaventa e laboratori di progettazione che mirano a far emergere le proposte dal territorio, in vista delle elezioni comunali della primavera 2027.



