Il caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”, composto da Nathan Trevallion, Catherine Birmingham e i loro tre figli, ha raggiunto una nuova fase dopo quasi undici mesi di separazione. I minori, dalle prime ore di vita cresciuti in un ambiente rurale, sono stati collocati nella casa famiglia di Vasto su ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Da quel momento i genitori hanno dovuto organizzare visite monitorate, rispettando un rigoroso percorso di ricongiungimento.
Calendario di incontri settimanali approvato dal tribunale
Secondo il nuovo piano, i bambini incontreranno i genitori due volte alla settimana. Il giovedì l’appuntamento si svolge a Gissi, all’interno di una struttura dell’ASL predisposta come luogo protetto. Il martedì è riservato a Palmoli, dove gli incontri possono avvenire nella casa messa a disposizione dal Comune di Palmoli o, alternativamente, nel casolare in contrada Mondola simbolo della vicenda giudiziaria. La pianificazione è stata curata dai servizi sociali, che hanno definito precise misure di sicurezza per garantire la tranquillità di tutte le parti coinvolte.
Dettagli logistici degli appuntamenti a Palmoli
Per le visite a Palmoli, il Comune ha provveduto a chiudere gli accessi sia al campo sportivo sia al casolare, situati a circa 300 metri di distanza l’uno dall’altro. Prima di ogni incontro, gli operatori incaricati arrivano con circa un’ora di anticipo per effettuare un sopralluogo, verificare l’assenza di criticità e autorizzare il trasferimento dei bambini dalla casa famiglia di Vasto. Questo protocollo è pensato per evitare interferenze e rispettare le disposizioni del giudice.
I primi momenti di ritorno a casa
Il martedì 29 settembre 2026 i tre figli sono tornati per la prima volta, dopo quasi un anno, al casolare di Palmoli. Accolti da Nathan e Catherine, hanno condiviso una merenda di un’ora e mezza nel giardino, circondati dagli animali della piccola fattoria. L’avvocato Simone Pillon ha definito l’evento “un altro passo verso il rientro definitivo” e ha sottolineato che, “tra 15 giorni dovrebbero cominciare i pernotti”. Il concetto di pernotti indica le sistemazioni notturne previste per i minori, che si spera possano evolvere verso una convivenza stabile nel fine settimana.
Le misure di supporto e le dichiarazioni
Nel corso della giornata, Pillon ha ricordato che la coppia ha percorso più di 30 mila chilometri in pochi mesi, viaggiando tra Vasto e Palmoli per non interrompere la presenza affettiva con i figli. Ha aggiunto: “Vedendo la gioia dei bambini, finalmente a casa anche solo per così poco tempo, non ho potuto fare a meno di commuovermi”. Queste parole evidenziano l’importanza emotiva dell’incontro e la speranza di una soluzione definitiva.
Il percorso di ricongiungimento e le prossime tappe
D dal 6 marzo, data in cui Catherine è stata temporaneamente esclusa dal percorso educativo perché considerata un “ostacolo”, la dinamica familiare ha continuato a evolversi. Nathan, invece, ha potuto vedere i figli quasi quotidianamente nella struttura protetta di Vasto, dove vivono da quasi undici mesi. Il nuovo programma di incontri settimanali segna un avanzamento significativo: aumentare la frequenza dei contatti e valutare, appuntamento dopo appuntamento, la possibilità di estendere i pernotti al fine settimana, con l’obiettivo finale di un ritorno definitivo nella loro “casa del bosco”.
Il ruolo del Comune di Palmoli e degli operatori sociali
Il Comune di Palmoli ha collaborato strettamente con la ASL e i servizi sociali per allestire gli spazi di incontro, garantendo un ambiente sicuro e adeguatamente sorvegliato. Le autorità locali hanno inoltre fornito il supporto logistico necessario, come la Chiusura temporanea degli accessi al campo sportivo e al casolare, facilitando così l’applicazione del piano di sicurezza concordato con il tribunale. Questa sinergia tra ente comunale e struttura sanitaria è fondamentale per assicurare che i pernotti futuri si svolgano senza intoppi.



