La diffusione delle fat bike biciclette elettriche a ruote larghe, è aumentata notevolmente negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani che cercano una guida più sportiva. Molti proprietari, però, interveniscono sul telaio o sul sistema di assistenza, aggiungendo componenti elettronici e meccanici che ne incrementano la potenza. Queste modifiche consentono di superare i limiti stabiliti dalla legge, trasformando il veicolo da una semplice bicicletta a quello che, di fatto, è un ciclomotore abusivo. Il risultato è una minaccia reale per la sicurezza stradale, in particolare nelle zone pedonali più trafficate del centro storico di L’Aquila.
Il nucleo pronto intervento della Polizia Locale dell’Aquila ha deciso di intervenire con un piano straordinario di controlli. Il team ha attivato un sequestro amministrativo nei confronti di otto biciclette elettriche ritenute fuori norma, conducendole rapidamente ai laboratori della Motorizzazione civile per le dovute verifiche tecniche. I proprietari fermati sono stati avvisati che, oltre alla confisca del mezzo, potrebbero incorrere in sanzioni economiche consistenti e nella revoca dell’eventuale assicurazione.
Sequestro di otto e-bike modificate a L’Aquila
Le autorità hanno intercettato le otto e-bike in vari punti della città, dalle zone residenziali al centro storico. Ogni veicolo è stato sottoposto a una perizia dettagliata: i tecnici della Motorizzazione hanno rilevato potenziamenti del motore elettrico, installazioni di sistemi di controllo della velocità disattivati e, in alcuni casi, la completa rimozione di componenti di sicurezza obbligatori. Le biciclette risultavano inoltre prive di targa, assicurazione e, con frequenza, del casco obbligatorio per il conducente. Queste irregolarità hanno comportato la qualificazione delle biciclette come ciclomotori abusivi superando i limiti di fabbrica di 25 km/h.
Tipologie di alterazioni riscontrate
Le ispezioni hanno messo in luce tre tipologie principali di modifiche: innanzitutto, l’installazione di controller di potenza più performanti, capaci di fornire una spinta al motore ben al di sopra del limite legale; in secondo luogo, la rimozione dei sensori di pedalata assistita, permettendo al veicolo di muoversi come un vero e proprio motorino senza alcun intervento del ciclista; infine, l’adozione di modifiche meccaniche sui rapporti di trasmissione, che aumentano la velocità di marcia a scapito della stabilità. Tutti questi interventi rendono le biciclette pericolose per gli altri utenti della strada, soprattutto in aree dove la presenza di pedoni è costante.
Sanzioni e prospettive della Polizia locale
Il sindaco Pierluigi Biondi, assieme all’assessore alla Polizia municipale Laura Cucchiarella, ha ribadito una tolleranza zero quando è in gioco la sicurezza delle persone. Secondo le autorità, le multe possono superare le migliaia di euro, soprattutto quando si somma la violazione del Codice della strada per la guida senza patente, senza assicurazione o senza casco. Le prime biciclette sequestrate costituiscono solo l’inizio di un’operazione che continuerà nei prossimi giorni, con l’obiettivo di garantire che mobilità sostenibile e sicurezza viaggino di pari passo. L’Amministrazione ha sottolineato che non intende penalizzare chi usa la bici elettrica in modo corretto, ma vuole assicurare il rispetto delle regole per proteggere tutti gli utenti della rete stradale.



