Dal 28 al 30 ottobre Palazzo Spaventa ospita il Forum Leader 2026, evento centrale per le politiche di sviluppo rurale in Italia. Oltre ottanta Gruppi di Azione Locale – i GAL – provenienti da tutte le regioni si sono riuniti per confrontare buone pratiche, analizzare le criticità e, soprattutto, definire un piano d’azione da presentare alle istituzioni europee. La cornice è quella di L’Aquila Capitale Italiana della cultura 2026, a rinforzo della visibilità nazionale dell’iniziativa e della sua rilevanza per le aree interne.
All’inizio della prima giornata, Paolo Federico, presidente del GAL Gran Sasso Velino e sindaco di Navelli, ha aperto il dibattito sottolineando la necessità di un ruolo più preponderante per i partenariati pubblico-privati nella futura programmazione dei fondi europei 2028-2034. Federico ha ricordato che i GAL, oggi quasi duecento, rappresentano più di cento comuni e centinaia di imprese agricole e artigianali, e che il modello snello e dal basso verso l’alto ha dimostrato la sua efficacia nel promuovere lo sviluppo socio-economico delle zone montane.
Le richieste dei GAL per la programmazione dei fondi UE 2028-2034
Il vicepresidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, ha accolto le istanze di Federico assicurando che le proposte dei GAL saranno portate alla Commissione Politica Agricola Nazionale. Imprudente ha illustrato le trasformazioni in corso sulla politica agricola comune: la creazione di un fondo unico, la sospensione di alcuni pilastri tradizionali della PAC e una revisione complessiva dei criteri di assegnazione. Secondo le sue parole, i GAL devono essere inseriti nella nuova struttura per evitare che le aree interne vengano penalizzate da una distribuzione più centralizzata delle risorse.
Il ruolo strategico dei partenariati pubblico-privati
Nel corso dell’incontro è stato ribadito che i GAL operano come aggregatori di competenze tra amministrazioni locali, imprese agricole, associazioni di categoria e enti di ricerca. Grazie a bandi finanziati dal programma Leader della PAC, questi gruppi hanno implementato progetti di irriguazione, turismo rurale e valorizzazione del patrimonio agro-alimentare. La partecipazione di oltre 100 dirigenti dei GAL ha permesso di evidenziare come il modello sia replicabile in altre regioni, fornendo una risposta concreta alle esigenze di piccole realtà che altrimenti rimarrebbero escluse dai grandi programmi nazionali.
Dibattito al Forum Leader 2026: interventi istituzionali e laboratori tematici
Il dibattito ha preso forma grazie a una serie di interventi di alto profilo. Il sottosegretario di Stato all’Agricoltura Luigi D’Eramo ha evidenziato la necessità di creare sinergie tra le politiche nazionali e i progetti locali, mentre Giuseppe Blasi, capo del Dipartimento delle Politiche europee del Masaf, ha sottolineato l’importanza di una governance partecipata per gestire il nuovo fondo unico. Marco Bussone, presidente nazionale dell’UNCEM, ha ricordato che “l’unione tra pubblico e privato è la grande sfida di oggi e di domani”, invitando i GAL a rafforzare il sistema amministrativo dei comuni montani, ancora troppo fragile per affrontare le nuove dinamiche di mercato.
Strategie e politiche per la montagna
Il primo laboratorio, intitolato “strategie e politiche per la montagna: Leader nel panorama nazionale ed europeo”, ha riunito Marco Bussone, Franco Salvatori (presidente emerito della Società Geografica Italiana), Rino Talucci del GAL Abruzzo Italico-Alto Sangro e Raffaella Di Napoli della Rete PAC 2. Il gruppo ha discusso le opportunità offerte dal programma Leader per sostenere infrastrutture di connettività, progetti di agro-turismo e misure di tutela ambientale, proponendo un piano di azione coordinato da presentare alle autorità regionali.
Le condizioni di attrattività della montagna
Il secondo laboratorio – “Le condizioni di attrattività della montagna” – ha visto la partecipazione di Simone Bozzato (Università di Roma Tor Vergata), Gianluca Macchi del GAL Valtellina, il sindaco Lorenzo Berardinetti e Rosaria Olevano della rete Slow Food dei Castanicoltori. I relatori hanno analizzato i fattori che rendono le montagne appetibili per giovani imprenditori, evidenziando l’importanza di incentivi fiscali, formazione specialistica e reti di marketing territoriale per contrastare lo spopolamento.
Turismo rurale: risorsa o illusione?
L’ultimo laboratorio, “Turismo rurale: risorsa o illusione?”, ha coinvolto Pierluigi Magistri (Associazione dei Geografi Italiani), Antonio Nicoletti (Legambiente Italia) e Carlo Ricci del GAL Majella Verde e Costa dei Trabocchi. È stato dibattuto il potenziale del turismo rurale come volano per l’economia locale, ma anche i rischi di dipendenza da flussi stagionali. I relatori hanno proposto modelli di turismo sostenibile basati su percorsi esperienziali, valorizzazione delle produzioni tipiche e collaborazioni inter-regionali per creare itinerari integrati.
Il Forum Leader 2026 si è chiuso con la consapevolezza che la prossima programmazione dei fondi UE rappresenta una opportunità cruciale per le aree interne. I partecipanti hanno concordato di mantenere attiva la rete di GAL, di intensificare il dialogo con le istituzioni nazionali e di elaborare proposte concrete da presentare a Bruxelles, nella speranza di trasformare le sfide in nuove occasioni di crescita per le comunità rurali italiane.



