Il 29 ottobre la Commissione Giustizia ha respinto l’emendamento destinato a proteggere i tribunali abruzzesi. La decisione lascia il Tribunale di Sulmona in una situazione di incertezza, con la proroga attuale destinata a scadere il 31 dicembre 2026.
Nel frattempo, Luca Tirabassi, sindaco di Sulmona da un anno e mezzo, si trova al centro di una crescente pressione da parte delle minoranze consiliari che chiedono chiarezza non solo sul futuro del presidio giudiziario, ma anche su una serie di criticità urbane rimaste irrisolte.
Il fallimento dell’emendamento e le parole di speranza del 24 settembre
Il 24 settembre il primo cittadino aveva rassicurato i cittadini con la frase “Nordio ci sostiene, non si chiude“, facendo leva sulla vicinanza proclamata al Governo Meloni. Tuttavia, l’emendamento è stato dichiarato inammissibile e la proroga in vigore terminerà il 31 dicembre 2026, lasciando sul tavolo un vuoto normativo che l’opposizione definisce inaccettabile.
Perché la risposta del governo nazionale non è arrivata
Le minoranze ricordano che, durante la campagna elettorale, Tirabassi aveva esaltato il supporto del Governo. Ora chiedono perché quelle promesse non si siano tradotte in azioni concrete, soprattutto a poche settimane dalla scadenza della proroga.
Altri fronti di lotta: manutenzione, trasporti, rifiuti e sanità
Oltre al Tribunale, le criticità della città includono il degrado urbano, i collegamenti stradali con Roma e L’Aquila, la gestione dei rifiuti, le difficoltà occupazionali e le carenze dell’ospedale Peligno. L’opposizione accusa il sindaco di aver dedicato gran parte della sua visibilità politica alla sola questione giudiziaria, trascurando questi temi fondamentali.
Qual è la risposta di Tirabassi?
Nel comunicato, le minoranze sollecitano il sindaco a fornire fatti verificabili e impegni precisi. Non basta un altro discorso ottimista; la cittadinanza vuole vedere interventi tangibili, programmi di lavori e soluzioni definitive per i problemi quotidiani.
Le dimissioni come possibile scenario politico
L’opposizione ha addirittura suggerito che, se il sindaco non sarà in grado di garantire risultati concreti sul Tribunale e sugli altri ambiti critici, dovrebbe considerare le dimissioni. L’affermazione è presentata non come provocazione, ma come un’alternativa inevitabile quando le parole non si trasformano in azioni.
Il futuro del Presidio giudiziario di Sulmona resta incerto, mentre la città si trova di fronte a una molteplicità di bisogni urgenti. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il sindaco Tirabassi riuscirà a fornire le risposte richieste o se la pressione dell’opposizione culminerà in un cambio di rotta amministrativa.



