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Abruzzo guida la proposta per un Fondo sanitario più giusto

Marco Marsilio spiega perché il Fondo sanitario deve essere ridistribuito per tenere conto di età, povertà e difficoltà territoriali

Abruzzo guida la proposta per un Fondo sanitario più giusto

Il Festival delle Regioni e delle Province autonome è stato inaugurato ieri in piazza Santa Croce a Firenze, con la cerimonia della Cittadella della Protezione civile alla presenza di Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, e del capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano. Nell’arco della manifestazione, che durerà fino a martedì 27 ottobre, si è svolta una vivace discussione sul futuro del Fondo sanitario nazionale.

Il meccanismo attuale e le sue criticità

Secondo le cifre fornite dal governo, il 98,5% del Fondo viene ripartito in base pro capite. Questo criterio favorisce le regioni con popolazioni numerose e densità demografica elevata, dove la concentrazione delle strutture ospedaliere riduce il costo medio per paziente. Al contrario, in aree come la provincia di L’Aquila, dove circa 300.000 abitanti sono sparsi su un territorio montuoso, la necessità di moltiplicare i punti di somministrazione rende la gestione più onerosa. La percentuale di ripartizione attuale, quindi, penalizza le realtà meno popolate, creando una disparità nella capacità di garantire il diritto alla salute.

La proposta dell’Abruzzo e il sostegno crescente

Marco Marsilio, presidente dell’Abruzzo, ha presentato una revisione che prevede una quota di riequilibrio strutturale dell’1,5% del Fondo, da distribuire secondo cinque parametri: invecchiamento della popolazione, presenza di aree interne, declino demografico, bassa densità abitativa e livello di deprivazione economica e sociale. L’obiettivo è considerare non solo il numero di persone, ma anche le loro esigenze specifiche, come l’aumento dei costi sanitari legati all’età avanzata e alle condizioni di povertà, soprattutto nel Sud.

Le regioni che hanno aderito

Al momento, dieci delle quindici Regioni a statuto ordinario hanno dichiarato il proprio supporto alla proposta abruzzese. Tra le firmatarie figurano Molise, Marche, Umbria, Basilicata, Calabria, Sardegna e altre quattro regioni che hanno espresso consenso durante le sessioni della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. La posizione di queste realtà rappresenta circa due terzi del totale delle Regioni a statuto ordinario, un segnale forte di insoddisfazione verso lo stato attuale del Fondo.

Prossimi passi al Festival delle Regioni

Il programma prosegue oggi con l’apertura istituzionale nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, dove presiederà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel pomeriggio è previsto un incontro fra i presidenti regionali e il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, dedicato alle politiche di coesione e alla programmazione europea. Marsilio ha ribadito la volontà di trovare una mediazione con le regioni più popolose, quali Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Lazio, per presentare al Governo una proposta unitaria che superi gli squilibri attuali.

Se la revisione verrà accettata, il “nuovo” Fondo sanitario dovrebbe garantire a ciascuna regione risorse più proporzionate alle proprie sfide operative, contribuendo a uniformare la qualità delle cure in tutta Italia. La decisione finale, tuttavia, dipenderà dall’esito dei negoziati con il Governo e dal supporto che le altre regioni decideranno di offrire nei prossimi giorni.

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